E’ stata sicuramente di una bella esperienza quella che hanno vissuto i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Santo Stefano di Camastra, che hanno avuto l’opportunità sulla spinta propositiva di alcuni componenti del Consiglio d’Istituto, di promuovere questa esperienza allo stadio Barbera di Palermo, in occasione della gara valevole per le qualificazioni per Euro 2021 femminile tra la nostra Nazionale italiana e quella della Bosnia Erzegovina

Questa iniziativa serve per dare un messaggio molto importante ai ragazzi, perché rappresenta una bella sintesi fra enti educativi, territorio e lo sport, essendo che la scuola da sempre ha avuto un ruolo di riferimento sul territorio. Avvicinare i giovani allo sport e al calcio è un occasione di divertimento e di unione. I ragazzi avviano uno straordinario processo di formazione fisica, psichica e culturale che, nell’età evolutiva, influisce sulla personalità e il comportamento, costituendo anche un riparo contro le problematiche della vita quotidiana, la noia, la solitudine e lo smartphone. Attraverso tale esperienza extrascolastica, si ottengono molteplici insegnamenti civici e valori sportivi quali il rispetto dell’avversario, il fair play, la non violenza negli stadi, il rispetto delle autorità e sensibilizzare i giovani verso la lotta al doping. Pertanto, serve ai piccoli studenti, alle famiglie meno abbienti o con disagi economici, di poter partecipare a questa indimenticabile esperienza scolastica. Inoltre, il calcio e lo sport in generale hanno degli importanti effetti benefici a livello fisico: essi prevengono e disincentivano nei giovani comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcool, diete non sane e atteggiamenti violenti. E’ quindi la Scuola ad avvicinare i suoi giovani studenti allo sport e alla visione dello stesso proprio come avviene con gli spettacoli teatrali e cinematografici.

Molto importante è l’effetto pedagogico che la presenza di numerosi giovani avrà sugli adulti nei settori circostanti, dando loro un esempio di tifo rispettoso e sportivo. I sorrisi divertiti dei ragazzi al ritorno a casa, dimostrano come questa opportunità data dalla scuola, sia stata utile per  la didattica sportiva e favorire un’organizzazione di percorsi che pongono al centro del processo di apprendimento l’alunno, ovvero il suo talento, il suo pensiero, le sue emozioni.

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