venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Imu agricola, il governo fissa nuovi criteri: esenzione totale in 3.456 comuni

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Il governo, con un consiglio dei Ministri straordinario in corso, ha risolto il problema dell’Imu agricola montana, fissando nuovi criteri altimetrici per il pagamento con esenzione totale per 3456 comuni (prima erano 1498) e parziale per 655 comuni. È quanto spiega il ministero dell’Agricoltura. La soluzione deriva dall’incontro, svolto stamattina, tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Il governo doveva decidere se prorogare l’esenzione, essendo la scadenza del pagamento fissata per lunedì 26 gennaio.

Un ultimo appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per un «tempestivo intervento» era stato rivolto oggi da un gruppo di parlamentari del Pd, «preoccupati per l’elevato grado di incertezza che ha assunto la revisione del perimetro dei Comuni montani nei quali si applica l’esenzione Imu per i terreni agricoli». «Riteniamo necessario mettere ordine e fare chiarezza in materia e risolvere subito con una soluzione strutturale la problematica senza che essa venga messa in capo a municipalità, imprese e cittadini», si legge nella lettera a premier e ministro firmata dai deputati modenesi del Pd Davide Baruffi, Laura Garavini (eletta nella Circoscrizione Europa), Manuela Ghizzoni ed Edoardo Patriarca insieme a un centinaio di colleghi. «Sappiamo- dicono i deputati Pd- che il Governo è impegnato a ricercare le soluzioni possibili. Confidiamo che queste possano essere adottate con urgenza anche in considerazione delle imminenti scadenze».
Il Tar Lazio, nella camera di consiglio di mercoledì aveva deciso di non confermare la prima sospensiva decisa per decreto dal presidente dello stesso Tar due giorni prima di Natale. Rimane però in campo una seconda sospensiva, adottata sempre con decreto presidenziale dal Tar Lazio, che sarà discussa in camera di consiglio il 4 febbraio, cioè dopo la scadenza di pagamento in calendario il 26 gennaio. Scadenza che, proprio in virtù del secondo decreto rimarrebbe di fatto congelata.

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