Dimissioni o impugnativa? E’ questo il dilemma del sindaco di Longi, Antonino Fabio, dopo la sentenza della sua decadenza. Il primo cittadino ha scritto una nota alla cittadinanza, ringraziando tutti quelli che in questi giorni hanno dimostrato la loro vicinanza, dove riflette sulle possibilità: o le dimissioni oppure ricorrere in appello contro l’Ordinanza di decadenza.

“Ringrazio i tantissimi concittadini – appartenenti anche ad altri schieramenti politici – che, in merito all’Ordinanza di decadenza dalla carica di Sindaco e in apprensione per quanto sta accadendo nella nostra comunità, mi hanno manifestato la loro piena solidarietà. Sono molto amareggiato per i contenuti di una sentenza, che ha avuto degli effetti molto pesanti su di me e che, ai più, appare iniqua e irriguardosa della volontà popolare. Una sentenza che allontanerà tanta gente per bene dall’occuparsi dalla cosa pubblica visto che, qui a Longi, per il vezzo di pochi che non accettano il responso democratico delle urne, la politica si fa con il sistemico ricorso ai Tribunali.

Dopo la decisione del Tribunale di Patti, le strade che mi si pongono davanti sono solo due: immediate dimissioni o impugnativa dell’Ordinanza innanzi alla Corte di Appello di Messina. Mi confronterò ulteriormente con i miei cittadini, per le ovvie considerazioni di carattere politico che la complicata vicenda implica, ma credo che la strada sia segnata: penso seriamente di non presentare alcun ricorso in appello.

Sono sereno e con la coscienza a posto, desidero solo prendermi qualche altro giorno di riflessione perché, nonostante sottoposto ad un continuo calvario mediatico, intendo assicurare alla mia comunità la massima attenzione ai problemi reali per i quali, da Sindaco ancora in carica, intendo dare risposta. Bisogna, nell’immediato, portare a termine la stabilizzazione dei lavoratori precari, che da trent’anni aspettano questo momento, e far partire il cantiere di lavoro per disoccupati.

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