Sarà costituito un comitato cittadino a sostegno del sindaco di Longi Antonino Fabio. E’ quello che emerso dalla riunione, svoltasi nel piccolo nebroideo, convocata dal gruppo “Vivere Longi”, che ha espresso anche rabbia e sdegno dopo la sentenza di decadenza del primo cittadino longese. 

Alla riunione, dove erano presenti anche numeri cittadini, il sindaco Fabio, la Giunta Comunale e i Consiglieri Comunali, insieme all’avvocato difensore Emidio Riolo, hanno spiegato le loro motivazioni.

L’avvocato Riolo ha tenuto a rimarcare “l’assurdità di un’Ordinanza che, a fronte di una dichiarata causa di incompatibilità (e non di ineleggibilità), venga, attraverso improvvide interpretazioni delle norme, specie per quanto riguarda la tempistica di rimozione della stessa, ricondotta a causa di ineleggibilità. Oltremodo – continua il legale – queste interpretazioni presentano tanti di quei profili di incostituzionalità che, per la delicatezza della questione e il rispetto verso gli elettori, avrebbero richiesto una maggiore sensibilità nella trattazione e, quantomeno, il vaglio della Corte Costituzionale”

Non sono mancati gli interventi dalla platea. Da più parti si sottolinea il fatto che un’intera comunità non può restare ostaggio di controversie giudiziarie e burocratiche, mentre i veri problemi dei cittadini vengono messe in secondo piano.

Le sentenze non si commentano – ha affermato il primo cittadino -. In un Paese civile si può solo prendere atto del loro contenuto. Valuterò con serenità il da farsi, mi accompagna la tranquillità di essere nel giusto e di aver fatto tutto quello che dovevo e potevo fare. Certo è un passaggio importante per la comunità Longese che per la seconda volta, dopo aver chiaramente e legittimamente espresso il proprio orientamento, si vede privata della propria Amministrazione”. 

 “Appare chiaro ai presenti che, una certa compagine politica a Longi, voglia impedire in ogni modo l’esercizio democratico della rappresentanza – ha attaccato il Presidente del Consiglio Gaetano Russo -. Ne è prova l’incapacità di accettare il responso popolare che li ha visti soccombenti per ben due volte e, quindi, anziché interrogarsi sulle reali motivazioni delle loro sconfitte, il ricorso al Tribunale è l’unica strada che hanno posto alla base della loro strategia politica. Non vi è stato un solo caso di confronto democratico sulle scelte gestionali della comunità anzi, tutt’altro, ogni qualvolta che se ne è presentata l’opportunità l’esposto – a volte, anche in forma anonima – è stato lo strumento più utilizzato per fermare l’azione amministrativa o per demonizzare l’avversario”. 

Alla fine dell’assemblea si è deciso di costituire un comitato cittadino per supportare il sindaco proponendo, come primo atto, quello di presentare tramite un deputato della provincia un’interrogazione parlamentare.

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