“Esprimiamo vivo apprezzamento per la complessa attività di indagine della DDA di Caltanissetta e della Guardia di Finanza di Enna che ha permesso ancora una volta di fare piena luce sul sistema illecito di gestione dei pascoli demaniali nell’area dei Nebrodi e sulla forza di intimidazione di Cosa nostraIl Comune si costituirà parte civile nel processo”. Lo afferma il sindaco di Troina Fabio Venezia con un post su Facebook dopo gli arresti avvenuti questa mattina dell’Operazione Nebrodi II. “Purtroppo, come testimonia l’indagine odierna, la battaglia per riportare la legalità nei nostri boschi non si è ancora conclusa. Occorre un rinnovato impegno dello Stato e della società civile per combattere questo cancro che si annida nella nostra società. Con serietà e sobrietà noi non faremo mancare ancora una volta il nostro impegno”.

“Alla Guardia di Finanza e alla DIA, protagonisti di questa difficilissima indagine, va il mio plauso e la mia riconoscenza, per aver condotto con professionalità e rigore un’attività di indagine che rimarrà per sempre nella storia della lotta della mafia rurale e che spero si possa allargare a tutti i casi ancora irrisolti in Sicilia. Ma il mio pensiero va anche ai tanti agricoltori che hanno subito violenze e intimidazioni e agli uomini delle istituzioni, come il Sindaco di Troina Fabio Venezia, che per primo ha intuito la portata di questo fenomeno devastante e ha denunciato, anche a scapito della propria sicurezza personale”. A dichiararlo è l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che rilancia le sue denunce su mafia dei pascoli e corruzione su utilizzo dei fondi europei.

“Vi ricordate la mia denuncia in plenaria al Parlamento Europeo in cui denunciavo che i fondi UE per l’agricoltura erano finiti nelle mani della criminalità organizzata? Oggi – spiega Corrao – è stata finalmente portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna l’operazione “Nebros II”, una complessa ed articolata attività investigativa che ha dimostrato la profonda infiltrazione della mafia nell’aggiudicazione dei pascoli demaniali del Parco dei Nebrodi, che portava direttamente sui conti correnti delle famiglie mafiose milioni di euro di Fondi comunitari per l’agricoltura. Ai 15 indagati continua l’europarlamentare – , finiti in carcere o agli arresti domiciliari, è stato contestato di aver monopolizzato l’assegnazione delle terre del Parco con l’aggravante del metodo mafioso, avvalendosi di intimidazioni legate alla loro appartenenza a“Cosa Nostra”, ed in particolare alle famiglie mafiose operanti nella zona dei Nebrodi. Il meccanismo era diabolico: l’Azienda Speciale “Silvo Pastorale” del Comune di Troina, – continua Corrao – affidava centinaia di ettari di terre ricadenti nel Parco per il pascolo attraverso una gara privata con il metodo delle offerte segrete. Gli indagati, con la connivenza del direttore pro-tempore dell’Azienda Silvo-Pastorale, se li aggiudicavano presentando offerte segrete con aumento di un solo euro rispetto a quelle fissate a base d’asta dall’Azienda Silvo Pastorale di Troina, segno inequivocabile che c’era un accordo. Inoltre gli indagati, tutti imprenditori agricoli, scoraggiavano l’accesso alle gare di altri imprenditori agricoli onesti e in “regola” ricorrendo al metodo mafioso e alle intimidazioni. Dalle indagini è emerso inoltre che il Direttore tecnico pro-tempore, nonostante fosse in vigore il cosiddetto “Protocollo Antoci”, richiedeva in ritardo, e solo dopo la stipula dei contratti, l’apposita Informativa Antimafia alla Prefettura. Tale ritardo consentiva comunque la percezione illecita di contributi comunitari per importi pari a 3 milioni di euro. Un sistema che deve cambiare” – chiosa l’europarlamentare.

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Il Commissario straordinario del Parco dei Nebrodi Luca Ferlito esprime plauso all’operazione odierna della Guardia di Finanza di Nicosia, coordinata dalla DDA di Caltanissetta, nell’ambito dell’operazione antimafia Nebros II.