martedì - 06 dicembre 2016
 
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Mafia, la mattanza dei barcellonesi: 13 arresti

Mafia
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C’è anche Giuseppe Gullotti, mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, tra i 13 destinatari degli ordini di custodia cautelare eseguiti dai carabinieri nell’ambito dell’operazione «Gotha 6». Gullotti è già stato condannato quale mandante dell’omicidio del giornalista barcellonese, corrispondente del quotidiano La Sicilia, ucciso la sera dell’8 gennaio 1993. Un omicidio su cui, a distanza di 23 anni, non è stata fatta ancora piena luce: recentemente la Dda di Messina, sulla scorta di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha riaperto le indagini.
Gullotti sta scontando attualmente una condanna definitiva a trent’anni di reclusione come mandante dell’omicidio Alfano. Il nuovo ordine di custodia cautelare gli è stato notificato in carcere. Il boss è stato accusato da alcuni collaboratori di giustizia di avere avuto un ruolo in altri episodi di sangue avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto. Le indagini su Giuseppe Gullotti, che avrebbe consegnato a Giovanni Brusca il telecomando utilizzato per la strage di Capaci, hanno consentito in passato di scoprire nel Messinese anche la loggia segreta Corda Fratres della quale facevano parte massoni, mafiosi e politici. La mafia di Barcellona Pozzo di Gotto svolgeva anche «una politica di relazioni esterne che si manifestava pure attraverso gli omicidi eccellenti. Le pagine di questa indagine, così, refluiscono in quella relativa a uno dei delitti eccellenti piu’ gravi della provincia di Messina, che è l’omicidio del giornalista Beppe Alfano» ha detto il precuratore di Messina Guido Lo Forte, commentando l’operazione «Gotha 6».
Contestati ai 13 arrestati, boss o presunti esponenti della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, diciassette omicidi ed un tentato omicidio. Si tratta di fatti di sangue avvenuti tra il 1993 ed il 2012 nel messinese. Le indagini dei carabinieri del Ros, hanno consentito di individuare mandanti ed esecutori di questi omicidi e si sono avvalse anche del contributo di diversi collaboratori di giustizia che negli ultimi anni hanno riempito pagine di verbali svelando retroscena di molti fatti, come il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, ex «braccio armato» della famiglia mafiosa dei barcellonesi.
Gli arrestati nell’operazione antimafia messinese Gotha 6 sono: Antonino Calderone, 28 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; Angelo Caliri, di 49 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; Pietro Nicola Mazzagatti, di 56 anni, di Santa Lucia del Mela; Tindaro Calabrese, di 43 anni, di Novara di Sicilia; Antonino Calderone, di 41 anni di Barcellona Pozzo di Gotto; Domenico Chiofalo, di 31 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; Salvatore Chiofalo, di 27 anni di Barcellona Pozzo di Gotto; Salvatore Di Salvo, inteso Sam, di 51 anni; Carmelo Giambò, nato di 45 anni di Barcellona Pozzo di Gotto; Giuseppe Gullotti, di 56 anni di Barcellona Pozzo di Gotto; Aurelio Micale, di 38 anni di Barcellona Pozzo di Gotto; Giovanni Rao, di 55 anni di Castroreale; Carmelo Salvatore Trifirò, di 44 anni di Barcellona Pozzo di Gotto. Caliri è stato arrestato a Bruxelles in collaborazione con le autorità belghe, in esecuzione di un mandato di arresto europeo del Gip di Messina.

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