domenica - 04 dicembre 2016
 
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Mafia, in migliaia in corteo a Sant’Agata di Militello. Antoci “Lo Stato vince e reagirà”

corteo sant'agata
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SANT’AGATA DI MILITELLO – Il cielo plumbeo non li ha fermati. In migliaia, cinquemila secondo gli organizzatori, si sono ritrovati oggi a Sant’Agata Militello, nel Messinese, per manifestare la propria solidarietà a Giuseppe Antoci, il presidente del Parco dei Nebrodi, scampato martedì notte a un agguato lungo la statale 289. Studenti, semplici cittadini, associazioni antiracket, rappresentanti delle istituzioni hanno partecipato oggi alla manifestazione organizzata dal Comune di Sant’Agata, dalla Fai (Federazione antiracket nazionale) e da tutti i sindaci del comprensorio nebroideo. Una marcia per ribadire la vicinanza ad Antoci e agli agenti di scorta e esprimere il loro no a Cosa nostra. Al corteo, partito dalla sede del Parco dei Nebrodi per raggiungere piazza Castello, dopo una tappa davanti la sede del commissariato, c’era anche il governatore Rosario Crocetta, che ieri ha annunciato la costituzione di una commissione speciale ispettiva che passerà ai raggi X l’intera filiera del mercato della carne. «Con Antoci – ha detto il presidente della Regione siciliana – abbiamo intaccato un business miliardario, il mercato della macellazione è in mano a Cosa nostra e nelle zone del Messinese c’è anche l’interesse della `ndragheta”. “Tortorici contro la mafia e la mafiosità’ e `Solidarietà ad Antoci´ recitavano alcuni cartelli, mentre da un palco allestito in centro il presidente del Parco dei Nebrodi ha ribadito la sua intenzione di andare avanti. “Le mie figlie guardandomi negli occhi mi hanno detto: `Papà perderesti la nostra stima se ti fermi´. Ho fatto la scelta di non fermarmi e di andare avanti – ha detto -. Siamo sulla strada giusta, siamo tanti ed è impossibile fermarci. Accanto abbiamo lo Stato che vince e reagirà”.”La mafia ormai è dalla parte dei perdenti perché non è in grado di colpire gli uomini che lo Stato sta proteggendo – detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano parlando a Modica con i giornalisti -. Lo Stato invece ha dimostrato – ha aggiunto il ministro – di saper proteggere Giuseppe Antoci impegnato a far emergere con la sua azione la legalità nei Nebrodi”.

“La risposta, di carattere muscolare come quella appena posta in essere non potrà però mai sostituire l’attività svolta, costantemente, dai locali presidi delle forze di polizia». Lo sottolinea il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone, riferendosi all’annuncio del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di inviare alcuni reparti di prevenzione del crimine dopo il gravissimo agguato a Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi. Secondo Tissone la giusta risposta consiste nel «rafforzamento della componente investigativa presso i commissariati di S.Agata di Militello e Capo d’Orlando», uffici che registrano una «sofferenza di personale«del 20%. «Il potenziamento di tali Uffici (attualmente di 26 unità a San’Agata e di 40 a Capo) – continua Tissone – consentirebbe di stroncare affari, corruzione, intimidazioni e collusioni esercitate su un territorio storicamente lasciato, troppo spesso, nell’abbandono». «Per tale motivo il potenziamento dei presidi ricadenti sul circondario dei Nebrodi rappresenta, oggi, l’unico investimento strutturale e duraturo per il contrasto agli interessi economici dei sodalizi criminali del ricco patrimonio boschivo (circa 4.200 ettari) di proprietà del Comune di Troina, attività che – conclude Tissone – sarebbe esercitata anche attraverso il controllo del territorio e la perpetrazione di una serie di reati, per lo più estorsioni, furti e danneggiamenti, volti ad affermare la supremazia criminale ed a scoraggiare altri, eventuali, allevatori locali o aziende agricole concorrenti nella gestione dei terreni dell’azienda».

Intanto i carabinieri hanno arrestato Giuseppe Musarra, 45 anni, allevatore Per detenzione illegale di armi e ricettazione. L’arresto è scattato nell’ambito dei controlli eseguiti dai carabinieri di Messina e dello squadrone eliportato `Cacciatori´ nell’area del Parco dei Nebrodi, all’indomani dell’attentato al presidente dell’Ente, Giuseppe Antoci. L’uomo, durante una perquisizione presso la sua azienda agricola, è stato trovato in possesso di un fucile doppietta calibro 12, completo di munizionamento, rubato alla fine del 2011 a Caronia, nel Messinese. L’arma, nascosta in un sacco, è stata sequestrata. L’allevatore, invece, è stato posto ai domiciliari in attesa del processo per direttissima.

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