lunedì - 24 aprile 2017
 
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Due gli esposti annunciati

Mistretta, Comune non andrà al voto: i consiglieri denunciano la Regione

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Colpo di scena al Comune di Mistretta. Il piccolo comune messinese nonostante si siano verificate le condizioni che prevedono la decadenza di giunta e consiglieri comunali (mancata approvazione del bilancio) diventa il primo comune in Sicilia dove la Regione piuttosto che applicare la norma sceglie di interpretarla. Sotto accusa c’è il dipartimento delle Autonomie locali di cui è direttore generale Giuseppe Morale. Ma stiamo ai fatti.

Nella seduta del 10 aprile  il Consiglio comunale di Mistretta ha bocciato la proposta di bilancio di previsione relativa all’esercizio finanziario 2016. Secondo quanto stabilito dalla legge 29 marzo 2017 n. 6,  di interpretazione autentica in materia di cessazione dalle cariche negli enti locali approvata dall’Ars, si deve verificare la decandenza dei consiglieri, del sindaco e della giunta e andare il voto il prossimo 11 giugno. Ma per la Regione non è così. 

Nonostante il parere del Consiglio di giustizia amministrativa, interpellato dalla presidenza della Regione, che prevede l’immediata decadenza del primo cittadino nel caso in cui il consiglio comunale fosse sciolto per inadempienza in tema di bilancio, il Dipartimento delle Autonomie Locali della Regione si rifiuta di inserire Mistretta fra i Comuni che andranno al voto l’11 giugno perché è necessario ripetere la procedura dell’approvazione del Bilancio.

Per la Regione insomma è necessario rifare l’intero iter di approvazione del bilancio ma la procedura completamente risulta anomala e non prevista dalla legge. La norma è chiara e lo sottolineano gli otto consiglieri della lista “Sosteniamo Mistretta” che annunciano battaglia: hanno inviato una lettera inviata agli organi istituzionali chiedendo che Mistretta sia inserita fra i Comuni che vanno al voto l’11 giugno ma hanno annunciato anche un esposto alla procura della Repubblica  e sono pronti anche a presentare esposto alla Corte dei Conti perché temono un danno erariale.

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