La tradizione è importante in ogni cultura e in ogni civiltà. In un’era di cambiamenti, la continuità assume, sempre più, un valore inestimabile tra le nuove generazioni che sentono il bisogno e un forte desiderio di recuperare o rimanere aggrappati ai valori e alle tradizioni del passato. Valori, tradizioni sociali, familiari e religiose che sono, per così dire, l’anima della gente, di un popolo, di una comunità che alimentano la fiamma dell’appartenenza e costituiscono l’asse portante dei sentimenti e del patrimonio storico-religioso.

Proprio per questo i più piccoli di Mistretta alla vigilia del giorno più sentito dagli amastratini, il giorno in cui ricadono festeggiamenti in onore del Santo Patrono Sebastiano, sono stati i protagonisti indiscussi in quello che rappresenta, simbolicamente, il gesto di consegna alle generazioni future. Un’ottantina di bambini di età compresa tra i 6 e i dodici anni, sono riusciti ad entusiasmare fedeli e curiosi interpretando, fedelmente, con il medesimo sincretismo pagano e cristiano degli adulti, la processione di San Sebastiano, che la comunità celebra ogni 18 agosto e 20 gennaio.

Una imitazione del corteo processionale originale, con tanto di prete ad officiare la cerimonia, di fedeli a seguito e di banda musicale che incitava i piccoli portanti con a spalla la fedelissima riproduzione, in miniatura, della Vara di legno massiccio e oro, su cui è posta l’originale statua del Santo risalente al 1610 e dalla Varetta, anch’essa in miniatura, il fercolo contenente le reliquie di San Sebastiano nella quale sono fissati i ceri, simbolo di grazie ricevute. Uno vero e proprio spettacolo in cui valori spirituali, morali e culturali vengono depositati saldamente nella mente e nel cuore dei più piccoli, in abito tradizionale: camicia bianca e fazzoletto carminio ad esprimere fede e passione, pantaloni in velluto nero e calze in lana filata (pirunetta) per richiamare l’originaria cultura contadina, protagonisti per un giorno della festa più importante: la festa di San Sebastiano.

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Una festa “in piccolo” con un’organizzazione in grande che ha avuto un successo strepitoso e dalla quale, chiaramente, trapela una cura maniacale dei dettagli e l’attenzione nei particolari da parte del Comitato dei festeggiamenti, dei volontari che si sono messi a disposizione per dare il proprio contributo per la buona riuscita della “baby processione”, degli artigiani che da settimane lavorano alle riproduzioni di Vara e Varetta, che rasentano gli originali, e dei tanti genitori alle prese con l’abbigliamento e con l’irrefrenabile entusiasmo dei propri figli eccitati ed infervorati dall’idea che anche loro, come gli adulti, per un giorno, incarnano il meglio, lo spirito, la tradizione della comunità.