Le mamme dei bambini che frequentano gli asili comunali di Mistretta e quelle degli alunni delle due quinte dell’Istituto Comprensivo Tommaso Aversa, le uniche due classi che si avvalgono del tempo prolungato, scendono in piazza in segno di protesta.

Lo faranno domattina, per chiedere spiegazioni agli organi preposti, Comune e Scuola, sul servizio di refezione scolastica non ancora avviato e sulla mancata adozione del servizio scuolabus. Una manifestazione ordinata e pacifica che ha il solo scopo di accendere i riflettori su una problematica che si trascina da troppo tempo.

“Questione – ci racconta una rappresentanza di genitori –  per la quale abbiamo diverse volte chiesto, ed ottenuto, degli incontri con chi ha il dovere istituzionale, ed è legittimato ad occuparsi della faccenda, ma senza mai riuscire ad ottenere risposte chiare e certe. Solo rassicurazioni e rinvii”.

Il servizio di refezione scolastica è erogato agli alunni delle scuole di Mistretta: asilo nido, infanzia, primaria e ha l’obiettivo di agevolare le famiglie composte da entrambi i genitori che tutte le mattine escono di casa per andare al lavoro, ma si inserisce pure, in modo funzionale, nelle attività socio educative della scuola ed ha come funzione quella di promuovere una corretta educazione alimentare, guardando anche all’aspetto  psicologico. Aspetto, quest’ultimo, trascurato se consideriamo che diverso è il pasto che ogni genitore prepara a ciascun bambino. Pasto differente che, dai bambini, può essere percepito come diversità.

“Con l’assenza del servizio mensa – ci riferisce una mamma – il bambino che porta a scuola il panino siede alla stessa tavola del compagnetto al quale la propria genitrice ha avuto la fortuna, o il tempo, di  preparare il primo, il secondo e magari il dolce. Anche questo aspetto – conclude la genitrice –  costituisce per tutti un presupposto essenziale, che in età evolutiva, per una crescita psicologica ottimale, non può essere trascurato”.

Domani, dunque, saranno parecchi i genitori che si sono dati appuntamento per le 11:00 con l’intento di andare a scuola, prelevare i propri figli e scendere in piazza a contestare uno stato di cose – a dir loro – non più tollerabile.

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