Una delle più importanti competizioni nel mondo della pallacanestro e un appuntamento che da sempre vede tutti i big in prima fila per portarsi a casa il titolo: stiamo parlando dei Mondiali di Basket. Come si può facilmente intuire, i favoriti non possono che corrispondere alla formazione a stelle e strisce, visto che gli Usa, nonostante le tante defezioni, possono sempre vantare su un gruppo di altissima qualità e con caratteristiche importanti.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, la situazione non è altrettanto rosea. È chiaro che la formazione allenata da Meo Sacchetti non è al livello delle big d’Europa, così come di Stati Uniti e Australia, anche in virtù del fatto che l’assenza di Melli creerà un buco non indifferente sotto canestro. I Mondiali, in ogni caso, sono uno di quegli appuntamenti che devono essere preparati con grandissima cura. Il motivo è facile da intuire, dal momento che un torneo che dura 15 giorni deve essere pianificato con grande cura e attenzione verso ogni dettaglio.

Un torneo lungo 15 giorni e la gestione del riposo

Anche Matteo Soragna, in un’intervista a L’Insider, ha svelato alcuni segreti legati alla preparazione di un simile evento, che deve essere pianificato con tutte le accortezze del caso. A partire ovviamente dall’alimentazione, anche se si tratta di un aspetto che incide singolarmente e individualmente, ovvero che ogni atleta deve cercare di curare nel miglior modo possibile. Se a dirlo è un giocatore che è riuscito a conquistare ben due medaglie importantissime con la magli della propria Nazionale, allora evidentemente c’è quantomeno da mettersi ad ascoltarlo. Matteo Soragna, infatti, con la Nazionale italiana ha trionfato nel 2003, vincendo una medaglia di bronzo agli Europei in Svezia, ma è stato parte soprattutto di una delle imprese più grandi nella storia del basket italiano, ovvero quella di raggiungere l’argento olimpico ad Atene, nel 2004.

Quindi, Soragna sa perfettamente qual è il percorso giusto per poter arrivare ad alti livelli e sa cosa un giocatore deve fare per poterci arrivare. I sacrifici sono chiaramente inevitabili, ma c’è da sottolineare come un giocatore, al giorno d’oggi, non possa più prestare attenzione unicamente all’aspetto fisico del gioco, ma deve tenere d’occhio tutta una serie di componenti legate al suo lavoro. Ad esempio, tanti non sanno che, nella preparazione fisica che porta ad un torneo come il Mondiale, bisogna necessariamente prestare la massima attenzione al riposo. La cura del corpo, associata ad una corretta integrazione, sono diventati i due capisaldi a cui ispirare non solo il recupero attivo, ma anche quello non attivo.

Occhio all’alimentazione e al “cheat day”!

La preparazione comporta necessariamente di prestare la massima attenzione per quanto concerne l’alimentazione. È facile notare come, al giorno d’oggi, qualsiasi Nazionale presenti un’organizzazione pazzesca. All’interno di uno staff del genere ci sono decine e decine di collaboratori, tra cui ovviamente non può mancare una figura di spicco come il dietista. È quest’ultimo, infatti, colui che va a curare l’alimentazione di tutta la squadra, disponendo un menu predefinito. Tutti i vari giocatori mangiano i medesimi cibi, dal momento che sono considerati quelli più adatti a garantire delle prestazioni estremamente elevate.

Non solo, dal momento che i Mondiali di basket vengono spesso disputati in una Nazione completamente all’opposto per quanto riguarda abitudini e cultura dell’alimentazione. In questo senso risulta fondamentale il lavoro che deve essere svolto da parte della Federazione, che ha il compito di trovare la soluzione, dal punto di vista del soggiorno, più adatta a soddisfare le esigenze della squadra. Ad esempio, si punta, nella maggior parte dei casi, su un hotel che possa contare su una cucina internazionale. Alcune squadre, addirittura, non si fidano di nessuno e vogliono portarsi il cibo direttamente da casa. La pianificazione è tutto, anche in questi piccoli aspetti.

Rispetto a quello che potrebbero pensare tantissime persone, il cheat day al Mondiale esiste, ma questo non ammette che in quella giornata ci si possa abbuffare di schifezze. Qualche sgarro è permesso, come sottolinea Soragna, ma poi sta al buon senso del giocatore evitare di esagerare.

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