È di qualche giorno fa la notizia della condivisione, da parte del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale,  della proposta avanzata dall’Associazione Culturale Nebrodi di concentrare, per quanto possibile, la liberazione dei piccoli rapaci notturni eventualmente recuperati presso i Centri di Recupero della Fauna Selvatica (allocco, barbagianni, etc), naturali predatori anche dei piccoli mammiferi quali il ghiro, nell’area dei noccioleti dei Nebrodi.

È ben nota ed annosa infatti la problematica della abnorme proliferazione del ghiro in questi territori, che ha determinato l’alterazione del rapporto preda/predatore e che gravi problemi ha creato, soprattutto nell’ultimo decennio, a questa importante coltivazione.

Al Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale infatti, fa capo sia il sistema degli Uffici territoriali con competenza in materia di controllo della fauna selvatica e delle attività venatorie (le ex Ripartizioni Provinciali Faunistico-venatorie) sia il sistema regionale dei Centri di Recupero della Fauna Selvatica (strutture regionali affidate in gestione a qualificate associazioni ambientaliste).

Il rinnovato interesse, anche economico, dei noccioleti, coltura di alto valore agroambientale,  ha recentemente spinto il Dipartimento Regionale citato ad avviare un monitoraggio della specie, propedeuticamente alla richiesta del necessario parere da parte dell’ISPRA ai fini del dispiegamento a livello diffuso di strategie di controllo della stessa.

Nelle more della conclusione di tale procedura, che richiederà tempi non rapidissimi, l’Associazione Culturale Nebrodi ha avuto modo nei giorni scorsi di rinnovare la richiesta, anche in via sperimentale, di concentrazione in tali territori delle liberazioni dei piccoli rapaci di cui si è detto. Richiesta che è stata accolta in maniera molto tempestiva dal Dirigente Generale del Dipartimento citato, il dott. Mario Candore, il quale è intervenuto con un proprio atto di indirizzo rivolto alle strutture specialistiche della Regione di cui si è detto.  Tutto ciò nella speranza che i soggetti così liberati possano fissarsi sui territori medesimi e “collaborare” con gli agricoltori per ridurre il danno da ghiro.

È questo un altro piccolo passo nella direzione del dispiegamento di più compiute strategie per la rivalorizzazione della coltivazione del nocciolo in Sicilia, così come auspicato dagli Assessori Regionali all’Agricoltura ed alla Funzione Pubblica ed Autonomie Locali, Edy Bandiera e Bernadette Grasso, in occasione del workshop sull’Accordo quadro per la Filiera Corilicola Siciliana tenutosi a San Piero Patti il 1 dicembre scorso.

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