giovedì - 24 maggio 2018
 
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Domenica il big match per decidere chi andrà in Lega Pro

Pagana: “Io sono fiducioso, sono convinto che la vinciamo noi”

Giuseppe Pagana_Asd Troina
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Giuseppe Pagana, allenatore dell’ASD Troina, si racconta a Nebrodi News alla vigilia della sfida spareggio del campionato di serie D, girone I, contro la Vibonese per l’accesso alla Lega Pro.

Mister Pagana come ci si sente alla vigilia del big match Vibonese – Troina, dove in palio c’è la serie C?

“Ci si sente bene, c’è un mix di emozioni perché sappiamo l’importanza della gara. A differenza degli altri anni, quando abbiamo fatto il salto di categoria, adesso si parla non solo di un salto di categoria ma di passare dal dilettantismo al professionismo. Quindi è una partita molto, ma molto, importante; però dobbiamo viverla in maniera serena perché ci dobbiamo ritenere fortunati che stiamo vivendo questo momento.”

Andando ad analizzare la stagione: il Troina era primo in testa al Campionato, sembrava irraggiungibile poi, cos’è successo?

“Il Troina ha finito il girone di andata a +7 dalla Nocerina, +10 sulla Vibonese, +13 sull’Ercolanese e + 13 sull’Igea Virtus, ha finito il campionato a + 7 sulla Nocerina, + 12 sull’Ercolanese e +16 sull’Igea Virtus; quindi il Campionato è stato più che forte, più che regolare. Poi c’è stata una squadra che ha battuto tutti i record: la Vibonese, che ha fatto 46 punti. Il Troina nel girone d’andata ha fatto 41 punti; non è il Troina che ha mollato, ma è la Vibonese che ha fatto qualcosa di esagerato. Nonostante ciò, noi siamo a pari merito con loro, e parliamo di una squadra che non doveva essere nel nostro girone perché era una squadra che doveva militare tra i professionisti, quindi non è mancato niente. Forse è mancato qualche ragazzo importante che si è fatto male, vedi Diop che nel girone di andata ha fatto 13 gol, nel girone di ritorno ha giocato pochissimo, Melillo che ha giocato solo una partita nelle ultime 24, Ott Vale che ha saltato 12 partite e Silvestri 10, basta guardare questo. In campo non ci vanno le maglie, ma, ci vanno i ragazzi; se ti mancano ragazzi importanti qualcosa la perdi. Nonostante ciò, se andiamo ad analizzare la stagione nel girone di andata abbiamo fatto 41 punti, nel girone di ritorno 35 quindi il Troina ha fatto più che bene; nel girone di ritorno abbiamo giocato una partita fuori casa in più, avendo tutti gli scontri diretti fuori casa, ed è stato più che eccezionale anche il girone di ritorno. Per noi l’unico handicap è stato il fatto che la Vibonese le ha vinte quasi tutte ne ha vinte 14 ne ha pareggiate 3, bastava che ne pareggiasse un’altra, invece non è successo.”

Ha qualche rimpianto?

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“Mi spiace la partita che abbiamo giocato contro il Messina. Abbiamo giocato in un campo impraticabile perché era pieno d’acqua e purtroppo a noi ci ha penalizzato tantissimo. L’unica partita che rimpiango è quella, perché non ce la siamo potuti giocare ad armi pari. Infatti, la partita è iniziata mezz’ora dopo, non si doveva giocare, si doveva giocare. L’unico rimpianto è quello, per il resto abbiamo perso con la Gelbison in casa e tutti dico: “ah il Campionato l’abbiamo perso lì”, ma io direi che invece siamo andati a vincere ad Acireale, a Nocera, a Barcellona, ci poteva stare che vincevi con la Gelbison e invece perdevi una di queste gare.”

Cos’ha l’ASD Troina in più rispetto alle altre?

“Noi abbiamo formato una grandissima famiglia, dove a capo c’è un grandissimo papà che è il presidente Alì, che ci fa stare tutti bene. Noi ci adeguiamo a quello che lui “ordina” e siamo riusciti a creare un grandissimo gruppo, una grandissima famiglia, dove abbiamo dato tutto. Se andiamo ad analizzare la stagione tutti i ragazzi hanno dato qualcosa: in 29 hanno giocato, in 18 sono andati a fare gol, quindi, questo è merito di tutti dal magazziniere allo staff tecnico, dallo staff sanitario ai tifosi, e soprattutto del Presidente.”

Un pronostico sulla gara di domani, chi vincerà?

“Io sono fiducioso, sono convinto che la vinciamo noi”! Perché lo meritiamo più di altri, abbiamo guidato la classifica quasi per tutto l’anno e non solo, adesso la squadra sta bene, abbiamo recuperato qualche infortunio. C’è entusiasmo sapendo che di fronte abbiamo una squadra fortissima, sono fiducioso; ogni partita quando si inizia è al 50 e 50, speriamo di indirizzarla noi.”

Come campo dello spareggio è stato scelto quello di Reggio Calabria, che indubbiamente avvantaggia la Vibonese ed i suoi tifosi, come giudica questa scelta?

“Inutile discutere delle cose già fatte, se ne poteva discutere prima, è andata così, accettiamo questo. Andiamo a giocare in un grande stadio che è più vicino a loro. L’unica cosa che mi dispiace non è questo, è che c’è stato poco rispetto dei tifosi del Troina, perché devono affrontare una trasferta che implica anche dal punto di vista economico una trasferta diversa perché devono passare lo stretto, con quello che comporta, anche la spesa del traghetto; solo questo rimprovero alla Lega, per il resto giocarla a Reggio, a Vibo o a Catanzaro cambia poco, alla fine si va in campo, però si doveva un pochettino guardare le esigenze di tutti e soprattutto rispettare anche i tifosi del Troina, che possono essere anche numericamente di meno, ma forse dal punto di vista della passione ne hanno di più.”

Cosa dirà ai suoi ragazzi prima dell’inizio della gara, li motiverà?

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“Non ci sarà bisogno di motivarli, le motivazioni in questa gara si trovano da sole. L’allenatore deve essere bravo a motivare quando giochi con l’ultima della classe, quando giochi con delle squadre che sulla carta sono inferiori a te. Ma, quando vai ad incontrare una squadra che sulla carta è favorita, quando vai ad affrontare una partita che ti potrebbe garantire l’accesso tra i professionisti non penso che c’è bisogno di motivarli. C’è solo bisogno di tenerli tranquilli, di dire loro di giocare come sanno giocare e di dare tutto. Poi se uno nella vita da tutto e alla fine il risultato non arriva non si può rimproverare niente, l’importante è dare tutto!”

Troina si sta mobilitando per esserci a Reggio, da troinese cosa prova per tutto questo?

“Io ho sempre detto che da troinese per me vale sempre doppio, penso che abbiamo scritto una pagina importantissima della nostra storia e adesso speriamo di far diventare questa storia una cosa leggendaria. Quello che sta succedendo forse ancora neanche si è capito, forse un giorno si capirà; certo se riusciamo a coronare questo sogno penso che sia qualcosa di esageratamente eccezionale.”

Cosa chiede ai tifosi che verranno al “Granillo” domenica?

“Chiedo di aiutare questi ragazzi dal primo al novantesimo, di incitarli, di fargli sentire la loro vicinanza. C’è bisogno di tutti! Chiedo di crederci come ci crediamo noi, senza avere paura di nessuno, sapendo che la partita si può decidere sia nei 90 che nei 120 minuti, quindi di starci vicino e di farci sentire il loro calore.”

A chi dedica questa stagione fatta di importanti successi?

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“La dedico in primis a mia figlia, perché è una delle cose che mi da più forza per andare avanti. Ma poi a tutto Troina, sia a chi ci vuole bene ma anche a chi ci vuole male, perché alla fine nella vita come nel calcio c’è chi ti ama, c’è chi ti ama di meno, c’è chi ti vuole bene e c’è chi ti vuole male; però è un successo di tutti, perché se tu fai bene lo stimolo te lo danno anche quelli che ti criticano tanto e ti danno sempre la forza di migliorarti. Se uno invece ascolta solo quelli che ti fanno i complimenti diventa tutto troppo facile. Quindi la vittoria va dedicata a tutti in primis a mia figlia, alla mia famiglia, al Presidente, ai tifosi e alla squadra, ragazzi che meritano tanto.”

Cosa sogna Giuseppe Pagana per il suo futuro?

“In generale, il mio più grande sogno è vedere mia figlia sempre felice, sempre serena, di avere una famiglia serena che mi possa dare sempre conforto anche nei momenti di difficoltà. Dal punto di vista della carriera calcistica nel momento in cui il Troina sarà nei professionisti una parte dei miei sogni sono stati realizzati, perché io da piccolo sognavo il Troina tra i professionisti; il mio sogno era quello di vederlo in serie A , mai dire mai, però già arrivare tra i professionisti è qualcosa di importante. Poi come tutti i bambini, sognano anche gli allenatori il mio più grande sogno: è quello un giorno, magari, di allenare la Nazionale, non so se rimarrà un sogno, però chissà, mai dire mai…”

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