giovedì - 08 dicembre 2016
 
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Parco dei Nebrodi, martedì inaugurazione del nuovo sentiero dei grifoni

Grifone
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Sarà inaugurato il 4 novembre il nuovo “Sentiero dei Grifoni”, collocato di fronte la voliera posta ai piedi delle Rocche del Crasto, il maestoso massiccio roccioso che sovrasta il paese di Alcara Li Fusi nel cuore del Parco dei Nebrodi.

Un percorso che potrà essere fruito anche da chi ha difficoltà a deambulare e che è stato possibile realizzare grazie allo sponsor di 40 mila Euro, da parte di ICCREA Banca e di Federparchi, la federazione che riunisce i parchi e le riserve naturali nazionali e grazie al contributo della Curia Vescovile di Patti che ha concesso il comodato gratuito di un terreno adiacente al sito dei Grifoni.

grifoneinvoloGrazie a questo sentiero, dove sono stati collocati pannelli descrittivi sul progetto dei Grifoni e un punto di osservazione, si potranno ammirare questi splendidi uccelli che sovrastano i cieli dei Nebrodi, chiamati dagli abitanti del luogo i “vuturuna”. Un volatile che può considerarsi per il suo ruolo lo “spazzino naturale dell’ambiente”.

Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie alla forte sinergia e collaborazione tra pubblico e privato con l’obiettivo comune di rendere un luogo ancor più fruibile da parte di tutti e far conoscere sempre di più un progetto divenuto ormai importante non solo a livello nazionale, ma soprattutto internazionale.

Previsto anche un incontro con i saluti del Sindaco di Alcara Li Fusi, Nicola Vaneria, e del Presidente del Parco, Giuseppe Antoci e gli interventi tecnici dello Zoologo, Antonio Spinnato e dei docenti universitari Maurizio Sarà e Bruno Massa.

Sia alla inaugurazione che al convegno saranno presenti altresì il Presidente nazionale di Federparchi, Giampiero Sammuri e il Presidente di ICCREA Banca, Francesco Carri.

Previsto anche l’attivazione di un impianto di telemonitoraggio in un nido dei grifoni, che consentirà, di seguire in diretta tutto ciò che accade all’interno del nido: dal restauro del nido, alla deposizione e cova dell’uovo, alla schiusa, crescita del pulcino, fino all’involo del giovane grifone.

DATI SUL PROGETTO
Cresce la colonia dei grifoni del Parco dei Nebrodi, il cui numero adesso oscilla intorno al centinaio di individui. Grazie a questa presenza sono sempre più frequenti, nei pascoli del territorio dei Nebrodi, dove è presente un consistente numero di animali allevati bradi, gli avvistamenti di animali domestici morti, che vengono “smaltiti” naturalmente dai grifoni. Infatti un gruppo di 70-80 di questi avvoltoi in poche ore possono divorare completamente una mucca o un cavallo, lasciando per terra soltanto le ossa e qualche brandello di pelle; in questo modo contribuiscono ad evitare il propagarsi di epidemie o il contagio di morbi. Questo è un importantissimo risultato, di ripristino di un tassello dell’ecosistema che era stato distrutto in seguito all’estinzione del grifone in Sicilia, dovuto ad un imperdonabile errore umano e che l’Ente Parco dei Nebrodi ha saputo ripristinare grazie al progetto di reintroduzione.
Quest’anno i giovani nati dalle coppie che hanno nidificato nelle pareti rocciose delle Rocche del Crasto, (il massiccio montuoso che si trova tra i paesi di Alcara Li Fusi, Militello Rosmarino, San Marco d’Alunzio e Longi), che si sono involati o sono in procinto di farlo, sono stati almeno 18, che si vanno ad aggiungere ai circa 80 individui che già componevano la colonia.
Ad inizio luglio, presso l’area del grifone di contrada Grazia alla periferia del paese di Alcara Li Fusi, durante “il pasto dei grifoni”, nel punto di alimentazione complementare predisposto dall’Ente Parco dei Nebrodi, dove vengono periodicamente collocati scarti di macellazione e frattaglie, ne sono stati avvistati simultaneamente in volo ben 68 individui.
Gruppetti di decine grifoni che arrivano, spuntando tutto ad un tratto nel cielo, ricordando un po’ le squadriglie di aerei caccia bombardieri, è uno spettacolo che si vedeva nei Nebrodi da diversi anni, ma vederne adesso contemporaneamente un numero così elevato suscita forti emozioni in chiunque.
Grazie a questo sono sempre più numerosi i turisti che vengono da tutta Italia presso l’area del grifone ad Alcara Li Fusi appositamente per vedere i grifoni in natura, come anche numerosi i fotografi naturalisti. Questo è anche un importante risultato raggiunto dall’Ente Parco dei Nebrodi, in quanto contribuisce sicuramente alla micro economia legata al turismo naturalistico. L’area del grifone si raggiunge comodamente anche in autobus e l’avvistamento di grifoni al pasto in maniera così semplice è una condizione più unica che rara a livello europeo. Molto frequente è la possibilità di osservare i grifoni anche dalla piazza principale di Alcara Li fusi e degli altri paesi delle Rocche del Crasto.
In particolare il “pasto dei grifoni” è diventato un vero e proprio evento, che viene organizzato per le occasioni dai volontari dell’associazione locale Ambiente Sicilia, che gestisce per conto dell’Ente Parco l’area del grifone, e che è stato inserito anche in diversi programmi di iniziative che interessano tutta la comunità alcarese. Presso il museo naturalistico della sede dell’Ente Parco di Alcara Li Fusi (ed anche nel del centro visita del vicino paese di Longi), sono presenti dei diorami che ricostruiscono fedelmente alcuni ambienti del territorio a grandezza naturale, fra cui anche momenti della vita dei grifoni.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un progressivo aumento del numero degli individui componenti la colonia dei grifoni e delle coppie nidificanti, quest’ultime formate anche da individui privi di anelli identificativi, figli degli esemplari che a suo tempo furono importati dalla Spagna con il progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco, che erano stati muniti nella zampa, prima del rilascio in natura, di un anello di plastica di colore azzurro con codice identificativo di colore bianco che consente di distinguere singolarmente ogni individuo. Quindi molti dei grifoni nati quest’anno, ma anche negli ultimi anni, sono di “cittadinanza nebrodense di seconda generazione”, in quanto “nipoti” dei grifoni fondatori spagnoli.

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