sabato - 03 dicembre 2016
 
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Parco dei Nebrodi, operativi gli sportelli per i Piani di assetto idrogeologico

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E’ già operativo, con due postazioni e 2 unità di personale (l’agronomo Piero Catena e l’architetto Giuseppe Ciccarello), nella sede dell’Ente Parco dei Nebrodi di S. Agata Militello lo sportello riguardanti Piani per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) di ogni singolo territorio comunale. Una struttura funzionale al territorio frutto di un’azione tra l’Assessorato Regionale al Territorio ed Ambiente (Servizio 3 – Assetto del territorio e difesa del suolo) e il Presidente del Parco, Giuseppe Antoci, per dare un servizio ai cittadini, ai tecnici e rappresentanti delle pubbliche Amministrazioni.

“E’ la prima volta che si crea una struttura periferica dell’Assessorato in questo territorio e sarà un concreto sostegno alla comunità dei Nebrodi interessata, nel recente passato, da numerosi dissesti idrogeologici che hanno profondamente stravolto il paesaggio, danneggiando – in alcuni tratti irrimediabilmente – la rete viaria nazionale, provinciale e comunale, determinando l’isolamento di abitazioni, di varie contrade e di intere aree adiacenti i centri abitati con grave pericolo per la pubblica incolumità”, ha dichiarato Antoci durante la presentazione alla stampa dell’ufficio, durante la quale erano presenti anche il Sindaco di Galati Mamertino, Natale Bruno e il Sindaco di Longi, Alessandro Lazzara, entrambi componenti del Comitato Esecutivo dell’Ente Parco.

Si tratta, in molti casi di fenomeni ai quali le Amministrazioni Comunali, la Protezione Civile e le altre Autorità Regionali non riescono a porre rimedio con interventi di somma urgenza atti a ripristinare l’efficienza del “bene” danneggiato. Adesso tutti i soggetti interessati avranno la possibilità di poter instaurare un rapporto di diretto ed operativo senza doversi recarsi a Palermo con sprechi di tempo e risorse finanziarie.

“Un celere aggiornamento dei Piani per l’Assetto Idrogeologico di ogni singolo territorio comunale – ha continuato Antoci – costituisce condizione imprescindibile per la necessaria programmazione di interventi diffusi, possibilmente attraverso l’applicazione di tecniche di ingegneria naturalistica, idonea alla mitigazione del rischio idrogeologico e per il recupero e la riqualificazione delle aree degradate con la conseguente difesa del paesaggio”.

Con il Piano per l’Assetto Idrogeologico viene avviata, nella Regione Siciliana, la pianificazione di bacino, intesa come lo strumento fondamentale della politica di assetto territoriale delineata dalla legge 183/89, della quale ne costituisce il primo stralcio tematico e funzionale.

Il Piano Stralcio per l’ Assetto Idrogeologico, o denominato Piano Stralcio o Piano o P.A.I., ha valore di Piano Territoriale di Settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d’uso riguardanti la difesa dal rischio idrogeologico del territorio siciliano.

Il PAI è sicuramente uno strumento dinamico, in continua evoluzione, che necessariamente deve essere continuamente aggiornato ed è opportuno iniziare a pensare alla costituzione di un “Centro Studi Rischi Idrogeologici”, dove i Geologi, con cui il Parco ha già instaurato un rapporto “istituzionale” possano offrire un importante sostegno alle attività dell’Ente e al costante aggiornamento del PAI nei territori di competenza del Parco.
“Finalmente un Ente, che sovrintende un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, si adopera concretamente per la prevenzione al dissesto idrogeologico, ponendo la prima pietra a quello che in futuro potrebbe diventare un laboratorio permanente per la geologia applicata che possa dare risposte anche innovative alla lotta al dissesto idrogeologico nel territorio nebroideo. L’auspicio è quello che l’esempio dei Nebrodi possa essere da apri-pista per altri territori siciliani dove vi è un forte rischio di assetto idrogeologico”. Ha concluso Antoci anche nella sua qualità di presidente di Federparchi Sicilia.

Il P.A.I. ha sostanzialmente tre funzioni:

• La funzione conoscitiva, che comprende lo studio dell’ambiente fisico e del sistema antropico, nonché della ricognizione delle previsioni degli strumenti urbanistici e dei vincoli idrogeologici e paesaggistici;

• La funzione normativa e prescrittiva, destinata alle attività connesse alla tutela del territorio e delle acque fino alla valutazione della pericolosità e del rischio idrogeologico e alla conseguente attività di vincolo in regime sia straordinario che ordinario;

• La funzione programmatica, che fornisce le possibili metodologie d’intervento finalizzate alla mitigazione del rischio, determina l’impegno finanziario occorrente e la distribuzione temporale degli interventi.

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