Pietro Ridolfo nominato vicepresidente della Federazione Agricoltori Siciliani. L’Associazione, con sede a Capo d’Orlando, il presidente regionale Francesco Calanna, vuole rivendicare l’orgoglio siciliano di essere un imprenditore agricolo, l’incrollabile fiducia nelle potenzialità delle realtà imprenditoriali e locali di riassegnare centralità al lavoro nelle campagne, un pizzico di entusiasmo condito con una buona dose di specializzazione e di sostenibilità.

Per Pietro Ridolfo, il riscatto di un settore oggi in profonda crisi strutturale – congiunturale concepisce la connessione tra l’agricoltura e il turismo sostenibile come la vera combinazione vincente capace di generare reddito e nuova occupazione.

“Oggi manca la cultura dell’impresa – rileva Ridolfo – ma per uscire dall’angolino in cui ci siamo relegati occorrono oltre l’ambizione e la consapevolezza delle proprie capacità, la preparazione manageriale. Da queste caratteristiche non si può infatti prescindere in tutto il percorso di filiera soprattutto adesso che il comparto versa in grave difficoltà e l’accesso al credito e alla terra è sempre più complicato. Dobbiamo infondere fiducia nei giovani che già lavorano in agricoltura o che si stanno avvicinando al mondo delle campagne. Proprio le nuove generazioni possono stimolare gli agricoltori senior a non mollare nonostante le criticità contingenti. Nell’isola l’80-90% delle aziende agricole sono a carattere familiare. La storia, le radici e la cultura locale come i nostri terreni sono intrisi di intrecci parentali che rappresentano il vero valore aggiunto delle nostre produzioni siciliane che dobbiamo imparare a valorizzare. Nei media si fa un gran parlare dei beni primari ma quando si predispongono le manovre l’agricoltura risulta la “cenerentola” dei comparti economici. Siamo stanchi e insoddisfatti della gestione della Regione sui finanziamenti comunitari per lo sviluppo rurale. Si assiste – prosegue il vicepresidente – sempre più di frequente ai ritardi nei pagamenti (che in certi casi sfiorano anche i due o i tre anni) e ad un atteggiamento di lassismo nel chiudere le pratiche.  Quello che reputo davvero insostenibile è l’irresponsabilità della classe politica”.

Sono a favore di tutto ciò che crea indotto e fa girare l’economiaSarebbe opportuno potenziare il turismo delle zone interne senza creare alcuna antitesi con quello delle coste nel pieno rispetto della sostenibilità e dell’ambiente. Occorrono strategie politiche, un incremento delle infrastrutture connesse ad una rete di turismo rurale” – conclude il presidente FAS Calanna.

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