domenica - 04 dicembre 2016
 
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Ritardo digitale preoccupante per Italia

paddy
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paddyL’Italia ha ben poco da sorridere, oltre ai problemi economici e alla disoccupazione fa davvero impressione leggere i dati che riguardano il rapporto che abbiamo con il digitale. Tutti gli studi evidenziano il nostro Paese come tra i più in ritardo tra quelli del Vecchio Continente in relazione all’accesso e all’uso di tutti quei servizi che rientrano nel novero di quelli digitali. Nell’immaginario collettivo non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. Con il boom degli smartphone vediamo sempre più persone relazionarsi con queste nuove tecnologie. Ovviamente i giovani sono avvantaggiati, ma notiamo che anche chi è più avanti con l’età cerca, con tutti i limiti che può avere, di non restare ai margini magari iscrivendosi a Facebook con l’obbiettivo di ritrovare amici e parenti lontani oppure semplicemente trascorrendo il tempo a giocare a carte sul pc.

Ed allora vediamoli questi dati dolenti. Analizzando le diverse graduatorie che indicano quanto e come gli abitanti dei vari paesi europei abbiano confidenza con la tecnologia, non ci vuole molto a capire che nel corso degli ultimi 20/30 anni il nostro Paese ha avuto un cammino che è paragonabile a quello di un gambero. Andando più nello specifico si può dire che il nostro paese oggi come oggi sconta un ritardo di circa tre anni nei confronti di tutti gli altri paesi europei, ritardo che è dovuto a diverse cause, tra le quali si annoverano, ad esempio, la scarsa dimestichezza con mezzi come l’e-commerce e la mancanza di una politica seria per quanto riguarda le infrastrutture che sono necessarie per rendere un paese avanzato da un punto di vista digitale.


Se si guardano i numeri si può vedere come in Italia soltanto poco meno di 6 persone su 10 hanno una connessione ad internet: nel resto d’Europa l’80% delle persone che sono anagraficamente in grado di usare un computer o altro device similare, ha la possibilità di connettersi ad internet. Inoltre solo un italiano su quattro si ritiene in grado di navigare in internet e solo 5 imprese su 100 hanno canali di vendita online. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto
il confronto con il resto d’Europa è impietoso, visto che fuori dai nostri confini sono 4 imprese su 10 a vendere anche via internet. Per capire come questa situazione vada ad impattare pesantemente anche sul nostro sistema economico, basti pensare che secondo alcuni studi tutto questo va ad incidere per circa 3 miliardi di euro su di esso. Prima di guardare quali potrebbero essere le soluzioni per avere un miglioramento e diminuire il gap dal resto d’Europa dobbiamo pur sempre


Secondo gli esperti il primo passo da compiere riguarda le infrastrutture: quelle italiane sono obsolete o inesistenti e ciò rende l’accesso ad internet, così come è nel resto d’Europa e nel mondo, assai complicato e quasi impossibile. Per capire come in fatto di digitalizzazione il nostro paese debba fare ancora tantissima strada, basta fermarsi un attimo a pensare che sono ancora diverse le aziende nostrane che per comunicare con enti pubblici o clienti e fornitori si servono ancora del fax.


Cosa fare per risolvere questa situazione? Senza dubbio bisogna utilizzare molte più risorse nell’ambito dell’innovazione. Attualmente il 4% del nostro PIL viene investito in tale ambito e bisogna lavorare ancora molto per arrivare agli standard europei, che parlano di un 7%.
Potrebbe sembrare difficile invertire la tendenza, ma un dato fa ben sperare: durante gli ultimi anni del secolo scorso i governi italiani destinavano molte risorse per politiche volte ad ammodernare il paese da un punto di vista digitale. Poi è come se qualcosa si fosse rotto, probabilmente anche per via della profonda crisi economica, ma c’è ancora tempo per recuperare. Magari il primo passo potrebbe consistere nel mettere in campo delle normative che favoriscano le start-up impegnate nei settori tecnologici.

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