sabato - 18 agosto 2018
 
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Nasce una rete di imprenditori privati

Sicily North Coast, l’idea di Carlos Vinci per promuovere il turismo sui Nebrodi

Sicily North Coast
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Una Fondazione Partecipata, altrimenti detta Rete d’impresa, che sia in grado di mettere in pratica tutta una serie di strategie per la crescita collettiva e condivisa del territorio Nebroideo. Nasce da una provocazione, ma è già realtà il progetto Sicily North Coast, una risposta all’immobilismo delle istituzioni che non hanno le reali possibilità – e forse neanche le complete vellità – per rilanciare il territorio di Capo d’Orlando e dei Nebrodi.

Un progetto innovativo, nato dall’idea di Carlos Vinci, a metà fra l’associazionismo e l’istituzione di una fondazione vera e propria, che consenta a chiunque voglia partecipare (enti pubblici e privati), di collaborare alla promozione del territorio costiero e del Parco dei Nebrodi. Come, lo abbiamo chiesto proprio al promotore della proposta.

Abbiamo messo su un nuovo progetto per pubblicizzare il nostro territorio e renderlo appetibile ad un flusso turistico sempre più esigente – dichiara Carlos Vinci -. Se è vero che l’unione fa la forza, anche “un caffè per il mio paese”, il contributo di 1 euro al giorno che tutti potranno versare alla fondazione partecipata, potrà essere il traino per fare sempre di più e sempre meglio. Questo è ciò che si definisce la Rete d’Impresa per i cittadini del territorio nebroideo: contribuire uno per uno, ad una crescita culturale del turismo”.

In effetti, Capo d’Orlando da sempre vive di un turismo stagionale pur avendo tutte le risorse per distribuire il flusso di visitatori durante tutto l’arco dell’anno. E il primo obiettivo della Rete d’Impresa è proprio quello di “spalmare” le presenze in tutte le mensilità dell’anno, evitando di concentrarle esclusivamente nella stagione estiva.

Per destagionalizzare occorre progettualità ed esperienza che non ci mancano di certo – prosegue Vinci – e fare rete serve proprio a questo: ad offrire esperienze di viaggio multiformi, capaci di coniugare le diverse istanze dei curiosi e degli amanti del mare, delle tradizioni, la cultura e il folklore”.

La chiamata è quindi rivolta ad imprenditori, commercianti, privati ma anche ai comuni stessi che, uniti, possono cooperare per proporre un’offerta turistica mirata, in linea con le necessità del turista che viene anche da molto lontano e che oggi ha un panorama di offerte allettanti e poco costose.  In questo, la Fondazione partecipata sembra porsi come un circolo virtuoso in grado di garantire benefici a tutti, in un’ottica di rilancio delle risorse del territorio. Sugli strumenti che essa può utilizzare, chiarisce Vinci.

Puntare sulla comunicazione virtuale è tutto. Se lo scopo è allestire una sempre più attraente vetrina dei Nebrodi nel mondo, il progetto ha previsto anche il finanziamento di un portale visibile ai più importanti motori di ricerca mondiali. Questo perché, essere presenti online, ed esserlo in maniera professionale, non è semplice ma abbiamo la reale possibilità di ritagliarci una fetta importante di mercato, fra le mete turistiche” – continua Carlos Vinci. “Ecco perché per noi il primo passo è adeguarci a ciò che richiede il turista. Dobbiamo essere visibili e riconoscibili ed offrire un ventaglio di offerte diverse e alternative ai tradizionali e più noti circuiti turistici”.

Fra gli strumenti annoverati per il rilancio del territorio, anche un magazine trimestrale d’informazione e attualità dedicato alle diverse esperienze turistiche. “Una rivista di qualità, elegante nella scelta della carta come delle foto; da sfogliare da leggere” – conclude Vinci. “Un magazine che dia spunti su cui riflettere, ma che stimoli curiosità e racconti anche qualche frivolezza, per dare luce alle associazioni presenti sul territorio, così come alla cultura e all’arte culinaria dei nostri paesi”.

Un’idea realistica e ricca di progettualità che, vista la tenacia dei protagonisti, potrebbe spiccare il volo a breve. Rimane solo una domanda sul tappeto. In quanti saranno disposti a offrire al proprio paese un caffè al giorno?

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