“La revoca improvvisa e inaspettata di Antoci da presidente del Parco dei Nebrodi prima dello scadere del mandato di fine ottobre desta seria preoccupazione per noi sindaci dei Comuni dei Nebrodi che dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l’ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica”.

E’ l’inizio della lettera che ventidue sindaci dei Nebrodi indirizzano al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci alla notizia della rimozione di Giuseppe Antoci dalla presidenza del Parco dei Nebrodi.

“I risultati ottenuti in questi anni – aggiungono – hanno consegnato alla comunità nazionale e internazionale un esempio concreto di come si possa fare buona amministrazione e nel contempo rappresentare per cittadini e amministratori un punto di riferimento. Incrementi turistici mai verificatesi come negli ultimi anni, aziende che attraverso marchi di tutela hanno avuto nuove occasioni per crescere e svilupparsi e non ultimo il riconoscimento del Premio Continentale per l’Ambiente assegnato all’unanimità da ben 400 stati membri e mai ricevuto da un italiano e da un’area protetta italiana”.

E ancora: “Citare le battaglie sulla legalità che noi tutti, insieme al Presidente Antoci, abbiamo portato avanti in questi anni sarebbe semplice e tale azione sinergica tra gli Enti locali e il Parco dei Nebrodi costituisce un valore aggiunto e un modus operandi che non ha precedenti nella storia del Paese. L’intercettazione dei fondi europei volti a finanziare la malavita organizzata costituisce un’azione seria ed efficace che ha destabilizzato e sgominato la mafia. Il protocollo di legalità, ormai legge dello Stato, porta il nome del presidente Antoci e lo ha esposto a tal punto da diventare vittima di un agguato mafioso a riprova del duro colpo che e’ stato inflitto alle organizzazioni criminali che ruotavano intorno al Parco dei Nebrodi e non solo”.

Antoci è “il pioniere di questa nostra azione condivisa e costituisce per tutti noi un modello di riferimento ed un orgoglio per tutta la Sicilia e per questo lo vogliamo ringraziare e salutare con affetto e gratitudine. Speravamo che di tutto ciò Lei ne tenesse conto. Qui la politica non c’entra, qui da salvaguardare c’è la Sicilia”.

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