Avrebbe ricattato una giovane vittima orlandina di diffondere sue foto intime sul web, in cambio di rapporti sessuali, accolta la richiesta di sospensione del procedimento per il minore accusato di tentata violenza sessuale. Il Tribunale per i Minorenni di Messina ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova avanzata dalla difesa con il consenso del pubblico ministero, per il diciassettenne, difeso dall’avvocato Decimo Lo Presti, coinvolto nel procedimento che lo vede imputato del reato di tentata violenza sessuale e tentativo di estorsione ai danni di una minore orlandina.

L’accertamento culminò nell’arresto del minore, residente nel comprensorio nebroideo, lo scorso marzo, che successivamente fu collocato in comunità del giovane. L’udienza proseguirà il 18 luglio prossimo. Secondo l’accusa avrebbe ricattato una coetanea minacciando di rendere pubbliche foto piccanti di cui era entrato in possesso. Per evitare la pubblicazione in rete degli scatti compromettenti, la ragazzina, avrebbe dovuto concedersi sessualmente. Ma la giovane ha trovato il coraggio di presentarsi subito ai carabinieri facendo arrestare il coetaneo. La vicenda risale allo scorso marzo, quando i carabinieri della stazione di Capo d’Orlando arrestarono , in flagranza di reato il diciassettenne, ritenuto responsabile del reato di tentata violenza sessuale nei confronti di una minorenne.

La vittima, provata ed angosciata dalla situazione che stava vivendo, trovò il coraggio di rivolgersi ai militari orlandini , raccontando che : “Un suo coetaneo, sotto la minaccia di diffondere sul web delle sue fotografie intime, pretendeva di avere con lei dei rapporti sessuali ed aveva fissato un appuntamento per discutere di persona” . All’incontro, organizzato , nel pomeriggio, in un luogo appartato, insieme alla vittima si sono presentati anche i militari , che si sono appostati ed hanno osservato il ragazzo mentre mostrava alla vittima le foto, conservate sul suo smartphone, minacciandola di diffonderle su internet ad una vastissima rete di contatti e pretendendo da lei, per non dare seguito alla minaccia, degli atti sessuali.

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I carabinieri a questo punto intervennero e lo trassero in arresto in flagranza di reato e sequestrarono il suo cellulare. L’arrestato, dopo le formalità di rito, fu condotto nel Centro di Prima Accoglienza della città dello stretto, a disposizione della procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Messina. Il minore, in fase di udienza di convalida, davanti al giudice respinse l’accusa di tentata violenza sessuale e fornì dichiarazioni in ordine ai fatti contestati.