Un’indagine, avviata dai carabinieri della Compagnia di Mistretta, sta cercando di far luce su atti amministrativi relativi a vicende tutt’altro che chiare. Secondo indiscrezioni, gli atti sui quali avrebbero posto l’attenzione i militari dell’Arma riguarderebbero, in particolare, una pratica edilizia, relativa agli anni 2009 e 2011, per la quale gli uffici comunali avrebbero rilasciato le corrispondenti concessioni senza incassare, da parte della ditta richiedente, il totale importo degli oneri relativi al permesso.

Concessione edilizia per la quale l’Ufficio tecnico del Comune amastratino, nel novembre del 2015, sembra aver sollecitato il pagamento, ma senza alcun riscontro da parte della ditta che, ciò nonostante, senza certificato di agibilità/abitabilità rilasciato dal Comune, avrebbe venduto parte dell’immobile, che risulterebbe essere abitato e dotato di tutte le utenze. Il rimanente importo che la ditta dovrebbe versare nelle casse comunali, per il pagamento degli oneri di concessione, è pari a 31.540,38 euro, ma il Comune, stranamente, non avvia nessuna procedura per il recupero delle somme.

Quello che pare non essere chiaro agli organi inquirenti, oggi, è il fatto che le somme non sono state registrate nel bilancio dell’Ente e che, a parte il fatto che la mancata registrazione per l’entrata di oneri di concessione secondo le regole rappresenta un’irregolarità, le stesse somme, non contabilizzate e non registrate nel rendiconto dell’Ente, sarebbero potute cadere nel dimenticatoio. Cosa che pare sia stata scongiurata con l’avvio di un procedimento iniziato lo scorso 14 febbraio: l’Ufficio tecnico del Comune di Mistretta trasmette alla ditta debitrice una nota con la quale viene sollecitato il pagamento entro 30 giorni.

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A tale nota ne segue una successiva dell’ufficio Economico finanziario, indirizzata al Responsabile dell’area Tecnica, al Segretario comunale, al Revisore, al Sindaco, alla Giunta e al Presidente del Consiglio comunale la quale “rileva che le somme dovute dalla ditta per oneri e concessioni, afferiscono ad entrate pregresse ad oggi non registrate nei bilanci dell’Ente” ed invita l’Ufficio tecnico ad adottare la determinazione dirigenziale di accertamento e tutte le procedure al fine di evitare danno erariale che potrebbe derivare dal mancato recupero del credito.

Le indagini dei Carabinieri cercheranno di far luce sulla situazione. Situazione sulla quale emergono parecchie ragionevoli perplessità, date da deduzioni, più o meno motivate, di una conseguenza:  è solo per distrazione che non sono state eseguite le corrette procedure per la corretta contabilizzazione degli oneri di cui l’Ente è creditore? E’ un caso che l’Ufficio reiteri l’invito al pagamento dopo 4 anni e solo qualche giorno dopo l’accesso della commissione prefettizia all’Ufficio tecnico? E’ solo un caso che alla richiesta di pagamento, avanzata dall’Ufficio nel 2015, non siano state avviate le procedure per il recupero credito mediante il conferimento di incarichi legali?  E ancora: in tutta questa vicenda, potrebbe essere rilevante il fatto che il soggetto a cui è indirizzato l’invito al pagamento risulta essere il coniuge di un assessore attualmente in carica presso il Comune di Mistretta ?