venerdì - 15 dicembre 2017
 
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Dal 18 al 21 maggio

Troina, i Ramara danno il via al Festino di San Silvestro


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Questa sera al via i festeggiamenti in onore di San Silvestro con la “Festa dei Rami”. Dal 18 al 21 maggio, e nelle successive settimane, la comunità troinese sarà animata dal rullo dei tamburi e dal grido “Viva Diu e San Suvviestu e lu Patriarca San Giusieppi e lu Santissimu Sacramientu” .

Fervono gli ultimi preparativi, che precedono la tanto attesa festa, stasera alle 21.30 il suono delle campane e lo sparo dei fuochi pirotecnici annunceranno la partenza per il “Viaggio”. Infatti la festa dei Rami, che viene fatta cadere ogni anno la penultima settimana di maggio, prende avvio il giovedì sera, dopo la messa nella chiesa di San Silvestro; da qui i numerosi devoti si incamminano nell’oscurità della notte per i sentieri dei Nebrodi, percorrendo quelle montagne che da secoli vedono ripetersi questo rito mistico, in onore di San Silvestro.

Dopo lunghe ore di cammino e circa venti chilometri, nella giornata di venerdì arriveranno all’Anghira di Faccilonga, nei boschi di San Fratello, dove cresce, all’interno di un luogo incantato e mistico, l’alloro. L’alloro, simbolo dell’onore e della gloria è la pianta sacra a San Silvestro, viene raccolto davanti alla grotta dove – si racconta – il corpo del Santo, dopo essere scomparso da quattro secoli, era stato ritrovato miracolosamente intatto. Tra preghiere e invocazioni, i rami raccolti vengono portati al campo base; i Ramara che sono andati a “toccare” l’alloro vengono accolti dagli adulti con i quali scambiano un abbraccio e il saluto: “Bon vegna!”- “Bon truvata!”. Lì, sotto un albero, si celebra la messa.

La sera, intorno ai fuochi, i Ramara, giunti ormai a metà del loro viaggio, festeggiano l’intensa giornata che sta per concludersi, con canti e momenti di giubilo collettivo. L’alba del sabato mattina segna il ritorno, i pellegrini si incamminano sulla via di casa. Nelle prime ore del pomeriggio, i fedeli rimasti in paese, le famiglie degli “uomini andati al bosco”, i turisti e quanti richiamati da questo antico e suggestivo rito, si radunano al ponte di Faidda, per accogliere i Ramara di ritorno.

Gli uomini, segnati dalla fatica ma con sorriso trionfante, porgeranno ai quanti accorsi ad attenderli rami di alloro; alloro che verrà deposto, anche, davanti alla cappelletta dedicata a San Silvestro, sita vicino al ponte, e nelle edicole votive dedicate al Santo lungo il percorso. Il ritorno sancisce la fine del lungo viaggio, più di quaranta chilometri, che questi uomini, giovani e meno giovani, da secoli intraprendono per onorare il loro Santo. Viaggio animato da spirito di devozione e grande senso di appartenenza alla comunità e ai suoi antichi riti.

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La vera conclusione del Viaggio, però, avverrà domenica mattina quando i Ramara vestiti a festa, con gilè di velluto e fazzoletto recante l’immagine sacra del Santo al collo, presenteranno il viaggio a San Silvestro. Porteranno in offerta al Santo Patrono alte aste di legno, adornate con alloro, fiori, bambole, festoni colorati e immagini sacre di San Silvestro o di San Giuseppe , presso la chiesa di San Silvestro dove viene reso omaggio alla tomba del Santo basiliano. I tammurinari con i loro tamburi e la continua invocazione “Viva Diu e San Suvviestu e lu Patriarca San Giusieppi e lu Santissimu Sacramientu” scandiscono la solenne processione che attraversa le vie di Troina.

La festa dei Rami rappresenta, ancora oggi, il retaggio di un antichissimo rito che aveva insito in sè l’arcano legame tra l’uomo, fede e natura.

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