domenica - 30 aprile 2017
 
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Troina, un’etica del bosco per coniugare sviluppo e legalità

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Troina – Presentato ieri, alla presenza della cittadinanza e delle autorità civili e istituzionali del territorio, il progetto “Il bosco etico”. Si tratta di un progetto di idee per un uso consapevole del patrimonio boschivo, del comune nebroideo e dei suoi dintorni, nato dalla sinergia tra: Comune di Troina, Azienda Speciale Silvo Pastorale, Parco dei Nebrodi e Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane (FAI) ed in collaborazione con l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA).
Il progetto mira alla consegna dei boschi dei Nebrodi, sottratti alla criminalità organizzata grazie al “protocollo Antoci”, ai giovani e alle aziende agricole sane, per diventare protagonisti di un nuovo modello di valorizzazione improntato sullo sviluppo e sul rilancio; con l’auspicio che possa essere un volano di crescita e occupazione per l’intero territorio.
“Finalmente – ha detto il sindaco Sebastiano Fabio Venezia – , siamo a un punto di svolta e all’inizio di una nuova sfida. Dopo la dura battaglia per riportare la legalità sui Nebrodi, adesso inizia una nuova fase di sviluppo e valorizzazione dei nostri boschi, che coinvolgerà le aziende agricole sane e le cooperative di giovani. Oggi è una giornata storica e importante non solo per la comunità troinese, ma per tutta la popolazione del nostro territorio, perché possiamo finalmente dare un segnale positivo che ci consente di fare un salto in avanti e di programmare con serenità e fiducia nuovi modelli di crescita e di occupazione”.
Ciò è possibile grazie ad un’azione sinergica, avvenuta nei mesi scorsi, tra il Ministero dell’Interno e Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, che ha permesso di avviare un rapporto di collaborazione con l’Agea e di aprire un fascicolo aziendale per l’accesso ai fondi comunitari. Fondi che, come hanno spiegato Gabriele Papa Pagliardini, direttore generale dell’Agenzia governativa e Walter Giuffrida, presidente della Silvo Pastorale, arriveranno direttamente all’Azienda Silvo Pastorale, la quale li investirà anche nell’avvio di nuove politiche di utilizzo del bosco con interventi per di manutenzione e valorizzazione, all’interno di un’ottica ecocompatibile.
Saranno così avviati dei corsi di formazione: per operatori forestali, turistici e per trasformatori dei prodotti agroalimentari, rivolti ai giovani disoccupati. Giovani che potranno partecipare, anche, ai nuovi bandi per la concessione dei terreni, per il taglio della legna e per la gestione delle caserme-rifugio e delle altre strutture ricettive presenti sui Nebrodi.
Il Parco, dal canto suo, sosterrà e seguirà in ogni sua fase l’iter burocratico per i progetti di rilancio che verranno redatti e presentati dall’Azienda Silvo Pastorale. Progetti che saranno inseriti all’interno della programmazione PSR 2014-2020.
Tutto questo secondo il principio per cui non può esserci sviluppo senza legalità, che in questi mesi ha accompagnato l’operato del presidente Antoci, il quale a tal proposito ha detto “questo progetto riceverà il giusto finanziamento per diventare un modello per tutti perché, da questi terreni che sono cosa nostra, possa ripartire un processo di legalità e di sviluppo per l’intero territorio”.
Tano Grasso, presidente onorario FAI, avrà l’impegno di realizzare un sistema di sicurezza e di protezione per gli imprenditori agricoli e le cooperative del territorio che intenderanno investire nel territorio del Parco.
Il progetto è stato curato dall’architetto Alice Grassi, la quale ha detto “il nostro obiettivo è quello di usufruire del territorio creando un sistema virtuoso di microeconomia di zona, durevole e a basso impatto ambientale, capace di creare da solo sviluppo economico e turistico e costituire un freno all’illegalità. Una infrastruttura immateriale che crei sinergia tra gli imprenditori, recuperi l’esistente e crei energia pulita”.
Al progetto hanno collaborato anche gli architetti Barbara Fogazza e Claudia Seminara, l’ingegnere Maurizio La Villetta e l’agronomo Giuseppe Monastero.
Il progetto, nel concreto, interesserà i 4.200 ettari di bosco di proprietà comunale, ricadenti all’interno del Parco dei Nebrodi, il lago Ancipa, l’ex centrale termoelettrica e la zona artigianale “Libero Grassi”. Riguarderà attività da creare ex novo o da recuperare, tra cui all’interno del bosco: la sistemazione, manutenzione e realizzazione della sentieristica che consentirà l’accesso alle strutture e la realizzare di percorsi naturalistici; le coltivazioni di specie autoctone, come: zafferano, porcini, tartufo bianco e erbe officinali. All’interno del comparto zootecnico l’allevamento di razze autoctone quali il cavallo sanfratellano e il suino nero dei Nebrodi, l’apicoltura e la produzione di miele, il pascolo di bovini e ovini, la produzione lattiero-casearia. Inoltre, si è pensato anche alla creazione di un parco delle tartarughe, dove valorizzare e salvaguardare le specie presenti sul territorio e ospitare quelle che vengono poste a sequestro da parte forze dell’ordine.
Per quanto riguarda le strutture ricettive: si prospetta la ristrutturazione della caserma di Sambuchello per attività di agriturismo e agricampeggio; la ricostruzione dei due rifugi delle contrade Cernuta e Pelato; l’adeguamento della caserma di Bracallà come sede del parco naturalistico ed il recupero della centrale termoelettrica del lago Ancipa per la realizzazione di un hotel con annesso centro benessere e sala polivalente.
Il progetto prevede, inoltre, l’utilizzo delle acque della diga per attività ludiche e sportive: canottaggio e pesca. All’interno delle attività ludico-sportive si collocano, anche, la realizzazione di un parco avventura, trekking, bird watching, maneggio, escursionismo e campi natura rivolti a scuole, famiglie e ragazzi.
Spazio anche alla realizzazione di aree attrezzate per la sosta e percorsi per i diversamente abili; alla promozione del Parco con un marchio che ne identifichi prodotti e servizi e alla promozione della filiera a km 0.
Sul fronte energetico si punterà alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e solare termico ed alla produzione e sfruttamento delle biomasse, provenienti dall’attività di pulitura e manutenzione del bosco.
“Questo progetto – ha aggiunto il sindaco Venezia-, è il segno tangibile dell’impegno che continua e di una guerra che non sarà vana se tutti insieme collaboreremo. Solo con la sinergia e la partecipazione attiva dell’intera comunità potremo vincere anche questa ennesima battaglia per il nostro territorio”.

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