giovedì - 23 novembre 2017
 
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Tusa: il drone fa la radiografia al sito archeologico di Halaesa. Ricominciano i lavori di ricerca

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Tusa – Avvalendosi di un drone dotato di termo camera, per rilevare possibili anomalie legate alla variazione termica del suolo, tramite la quale è possibile individuare strutture sepolte nel terreno, la Prof.ssa Michela Costanzi, dell’Università di Amiens e i geo-archeologi dell’Università dì Camerino,Fabio Pallotta, Matteo Pompei, Fabrizio Pesci e Marco Materazzi, hanno potuto studiare con maggior precisione l’estensione delle aree degli scavi che saranno realizzati quest’anno, nel periodo compreso tra l’8 al 30 luglio prossimo. Un lavoro iniziato lo scorso anno a seguito della stipula di una convenzione tra il Museo regionale delle Tradizioni Silvo-Pastorali di Mistretta, il Comune di Tusa, la Soprintendenza ai BB.CC. di Messina e le Università francesi di Amiens e di Poitiers, con la quale veniva sancita la ripresa delle attività di ricerca e di esplorazione nel sito archeologico “Halaesa Arconidea” di Tusa. L’equipe francese composta da 7 professori e 10 studenti, guidata dal Prof. Vincent Michel tornerà, dunque, a Tusa per continuare i lavori iniziati lo scorso anno presso il sito archeologico.
«L’obiettivo è quello di tentare di portare alla luce il tempio ed il teatro, dando vita ad una ricerca scientifica, metodologica che prevede l’utilizzo dei più moderni mezzi che la tecnologia mette a servizio dell’archeologia – afferma il sindaco di Tusa, Angelo Tudisca.
L’amministrazione, che ha fortemente voluto la sottoscrizione della convenzione quadriennale con le università francesi di Amiens e Poitiers, crede fortemente in questo progetto al punto che, nonostante le difficoltà economiche che attanagliano i comuni, ha impegnato nel proprio bilancio un’importante somma che servirà a garantire l’alloggio all’equipe francese.
Penso – continua Tudisca – che la conoscenza e lo studio del sito archeologico di Halaesa ed, in particolare, la possibilità di portare alla luce quel teatro, che da sempre la comunità Tusana ha immaginato e cercato.
Sono certo che questa ulteriore campagna di scavi consentirà un arricchimento dell’offerta turistica, facendo da anello di congiunzione tra il centro storico di Tusa centro, il bosco di Tardara, la Bandiera Blu di Castel di Tusa e l’eccellenza dell’enogastronomia. Ringrazio per l’autorizzazione anche la dott.ssa Tigano. Inoltre, equipe francese é guidata dai professori Vincent Michel e Michela Costanzi.».

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