“Non esiste alcun pericolo di pignoramento del Monastero di Fragalà a Frazzanò”. L’Assessore regionale dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa, interviene così all’Ars, a seguito in un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Pd Antony Barbagallo, per chiarire la vicenda del monastero sito nel Comune nebroideo, al centro di una vicenda, venuta fuori lo scorso dicembre, su un possibile rischio di pignoramento del bene archeologico a seguito di un contenzioso fra il Comune e un privato. Per l’assessore il bene non era soggetto a vincolo ma la Sovrintendenza di Messina, in data 21 dicembre, aveva avviato l’iter per la procedura di posizione di vincolo. Da qui l’impossibilità di pignorare il bene.

I FATTI. A dicembre Antonio Carcione consigliere comunale d’opposizione ed ex sindaco del Comune aveva lanciato l’allarme. “Il Comune – ricostruisce Carcione – non ha pagato dal 2015 un debito di 3 mila e novecento euro che si riferiva a spese legali da liquidare ad un avvocato per una causa persa da parte del comune. Il legale, Eugenio Benvegna, dopo vari tentativi andati a vuoto, ha fatto pignorato alcuni beni del Comune tra i quali addirittura il monastero di San Filippo di Fragalà, che al catasto risulta ancora fabbricato rurale e non ha vincoli ed è quindi ‘aggredibile’. Il primo cittadino – sostiene Carcione – ha deciso di non pagare comunque il debito intentando a sua volta una causa e spendendo sino ad oggi 14mila euro di spese legali. Ha poi offerto al creditore un grande quadro de “Il Conte Ruggero contro i Mori” realizzato nel 2013 dall’artista Lidia Monachino e dal maestro Dimitri Salonia, pittore conosciuto in tutto il mondo, che si trova al monastero. L’opera era stata commissionata al Comune agli artisti e ha il valore di 50 mila euro – sottolinea Carcione – ed è incredibile che un sindaco per non pagare un debito di 3.900 euro offra un quadro che ha un valore stimato di cinquantamila euro e stia rischiando di far perdere alla sua comunità un monastero Basiliano unico al mondo”. Ma il primo cittadino di Frazzanò Gino Di Pane aveva dichiarato che le notizie circolate in questi giorni, sulla questione del pignoramento del Monastero, sono false. Di Pane aveva dichiarato che avrebbe dimostrato, con apposita documentazione e con atti riferiti alla gestione del Monastero, la veridicità della sua posizione. Il Comune frazzanese, con la Determina n. 365 del 26 Novembre 2018, ha anche conferito l’incarico all’Avvocato Salvatore Cinnera Martino di difendere l’ente comunale, presso il Tribunale di Patti, nel giudizio presentato dall’Avvocato Eugenio Benvegna.

Leggi anche:  Frazzanò, al via lavori per messa in sicurezza del centro abitato