domenica - 04 dicembre 2016
 
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Un blog per informare e ragionare

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A qualcuno dà un po’ fastidio che ci siano giornali liberi. Anche questo è un segno di arretratezza: c’è chi, ancora oggi, non vuole fare i conti con la trasparenza e l’informazione (corretta). Odia le critiche, pensa di essere il padrone del vapore e non accetta che i fatti siano spiegati e raccontati a quei pochi o molti che sono interessati. Un fastidio nemmeno tanto nascosto. Anzi tutt’altro. Ci sono professionisti che hanno saputo costruire le loro fortune grazie alla collaborazione della stampa che ne ha lodato e esaltato le azioni e su questa fortuna hanno creato rendite di posizione. E oggi reagiscono con fastidio alle cronache, alla diffusione di informazioni, alle opinioni altrui. Perché, una volta raggiunti i loro obiettivi, pensano che non vi possa essere più dibattito, che non debba esservi una libera discussione. Perché?

Ci sono poi politici che si indispettiscono se questo o quel giornale osa parlare di loro come se gli spazi di libertà e di dibattito fossero ormai appannaggio per pochi anzi solo per loro. Ma non è sempre possibile dare notizie positive e qualche volta bisogna pur prendere coscienza degli errori. In questa parte della Sicilia negli ultimi quarant’anni di errori ne sono stati commessi parecchi e oggi che siamo arrivati a toccare il fondo tutti quegli errori stanno venendo a galla. Bisogna continuare così? Bisogna evitare che se parli per ritrovarsi magari tra vent’anni a dover ripetere le solite cose?

Qualcuno ha accusato l’informazione di essere stata troppo invadente, di aver architettato campagne di stampa, di aver programmato per chissà quale motivo una serie di articoli.  E forse chi sostiene queste cose ha dimenticato di fare autocritica, di ammettere che magari è mancata la trasparenza, che non è civile negare il dibattito, azzerare legittime aspirazioni, chiudere la porta e lasciare fuori tutti coloro che dissentono.  Questo sito non ha padroni e non ha obiettivi nascosti: è un sito che prova a dare una lettura diversa delle cose. Per gioco, per divertimento, per amore verso questo territorio che qualcuno vorrebbe trattare come misera colonia. Questo sito non dà patenti ma prende atto  delle cose che accadono. Non tutto è nero, ovviamente, ma ci sono settori strategici in cui potrebbe essere fatto di più e meglio. I sindaci e le amministrazioni locali sono chiamati a cambiare rotta, a valorizzare quello che c’è senza promettere chissà quali chimere perché non è più tempo. In questo territorio ci sono buone anzi ottime iniziative: si prenda il caso di San Marco d’Alunzio, si vada a vedere cosa stanno facendo a Longi, a Sant’Angelo di Brolo oppure i dieci comuni di Nebrodi ospitalità diffusa.  Tutte ottime iniziative che hanno bisogno di essere messe a sistema perché qui c’è un grande patrimonio culturale, naturalistico ma servono imprenditori, serve una cultura dell’impresa che faccia superare l’assistenzialismo. C’è tutto  e deve arrivare la modernizzazione delle idee, con contributi che possono arrivare dai giovani, dai tanti ragazzi brillanti che possono e devono dare. Ma per fare tutto serve trasparenza, una comunicazione più incisiva, una maggiore attenzione alle iniziative di innovazione. Perché il chiacchiericcio è sterile ma il dibattito può aiutare a crescere e al dibattito sono chiamati tutti, di destra e di sinistra per costruire e dare a questo territorio un volto nuovo.

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