lunedì - 23 luglio 2018
 
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L'obiettivo è tutelare tutti gli operatori del comparto siciliano

Un progetto per la tutela delle nocciole dei Nebrodi

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Lo sviluppo di un “Progetto Nocciola Sicilia” è quello che l’Associazione Culturale Nebrodi, promotrice in Sicilia della sottoscrizione dell’Accordo Quadro per la Filiera Corilicola Siciliana, che possa collegare tutti gli operatori del comparto produttivo interessato -agricoltori produttori, commercianti, trasformatori, ed utilizzatori- chiede di sviluppare all’Assessore Regionale dell’Agricoltura Edy Bandiera per fare in modo che i nuovi investimenti che  la Ferrero Halzelnut Company, la divisione interna del Gruppo Ferrero intende stimolare su scala nazionale con il “Progetto Nocciola Italia”, non compromettano la corilicoltura regionale siciliana. E’ questo l’oggetto di una specifica nota che è stata inoltrata all’attenzione dell’Assessore predetto nei giorni scorsi dall’Associazione, al quale è stato richiesto di fissare un apposito incontro al riguardo.

La circostanza legata all’interesse della Ferrero rappresenta, infatti, oltre che una importante occasione di riflessione, anche la evidente dimostrazione di una interessante e vivace ripresa del settore corilicolo che riattualizza l’importanza, non solo economica, di questa coltura nella realtà siciliana.  La Sicilia, peraltro, rappresenta una delle 4 regioni corilicole italiane e una delle maggiori per estensione di superfici specificamente investite in cui si pratica una secolare e multifunzionale corilicoltura, localizzata in ambiti soprattutto collinari/montani dell’interno siciliano (massimamente territori delle province di Messina e Catania e, in misura minore, delle province di Palermo ed Enna) per una estensione complessiva di circa 12.000 Ha, caratterizzata da una grande ricchezza varietale locale e da produzioni di alto significato qualitativo e nutraceutico da mettere a valore che, ove non adeguatamente attenzionate, rischierebbero di scomparire. Insieme a queste scomparirebbe, ovviamente, anche l’intera economia che vi ruota attorno e che, in passato ha rappresentato una realtà economico-sociale oltre che ambientale e paesaggistico, di grande valore. Inoltre il settore, anche per effetto dei favorevoli risultati di recenti politiche di investimento operate su circa 5.000 Ha di noccioleti, utilizzando le risorse del passato periodo di programmazione dei Fondi Strutturali dell’UE, segnatamente quelle in dotazione della Misura 216.A del PSR Sicilia 2006/2013,  mostra evidenti segni di ripresa e di miglioramento delle produzioni sia sotto il profilo qualitativo che, come dimostrano recenti studi risulta essere certamente più interessante delle altre produzioni extraregionali, sia sotto il profilo quantitativo.

Con le politiche di filiera che sarebbe possibile avviare con l’Accordo Quadro proposto sarebbe certamente possibile favorire e organizzare quei processi di aggregazione di tutti gli attori appartenenti ai vari segmenti della filiera al fine di potere concertare, proporre e dare esecuzione alle più opportune strategie di intervento finalizzate alla reinterpretazione della “cultura” della coltura del nocciolo in Sicilia, restituendole l’importanza che ha avuto in un passato non troppo remoto. Tutto ciò tenendo ben presente che l’Italia rappresenta il secondo player a livello mondiale con una quota di mercato di circa il 12% della produzione globale di nocciola, alle spalle della Turchia che rappresenta il 70% del mercato complessivo. In Italia, in atto, vengono destinati alla coltura del nocciolo oltre 70.0000 ettari di terreno con una produzione media di nocciola in guscio di circa 110.000 tonnellate/anno e vi è ancora un importante potenziale di sviluppo grazie a un territorio vocato alla coltivazione di eccellenti varietà di nocciola non escluse, certamente, quelle che caratterizzano la nocciolicoltura siciliana.

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