A rivivere le ultime ore della vita terrena del Signore Gesù fino a quando, sospeso sulla croce, gridò il suo ”consummatum est”, ”tutto è compiuto”, alla Via Crucis di ieri sera svoltasi al Colosseo, c’erano Nino, Laura, Claudio e Gaia, i membri di una famiglia di Mistretta: la famiglia Lipari. Raccolti in questo luogo, nel quale migliaia di persone hanno subito in passato il martirio per essere rimasti fedeli a Cristo, Nino, un umile falegname di Mistretta, ha potuto provare la gioia di poter percorrere questa “via dolorosa”, insieme a tutti i poveri, agli esclusi dalla società e ai nuovi crocifissi della storia di oggi, vittime delle nostre chiusure, dei poteri e delle legislazioni, della cecità e dell’egoismo, portando la Croce.

La Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità. La Croce di Gesù che esprime tutta la forza negativa del male, e tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio. La Croce che sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria. La famiglia Lipari nella II Stazione nella Via Crucis, presieduta da Papa Francesco, si stringe con emozione attorno al simbolo cristiano che ricorda la passione, la morte e risurrezione di Gesù. Nino, visibilmente commosso, sorregge la Croce mentre lo speaker racconta ai presenti e ai telespettatori come non è facile incontrare e riconoscere i nuovi crocifissi di oggi.

E’ stata Gaia, la primogenita di Nino e Laura, all’insaputa dei suoi genitori, ad organizzare tutto. La piccola di soli 12 anni conosceva il grande desiderio di suo padre, l’aspirazione dell’uomo che giornalmente la educa, senza tralasciare gli insegnamenti legati ai valori cristiani, ossia portare la Croce di Gesù nella la Via Crucis, a cospetto di Papa Francesco. Gaia, ogni anno, davanti allo schermo che trasmette la ricostruzione e commemorazione del percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota, percepisce una forte emozione da parte del genitore. Così prende carta e penna e scrive al Santo Padre descrivendogli, nei dettagli, la carica emotività che si registrava in casa Lipari in occasione della Via Crucis.

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Al secondo tentativo fa centro. Un bel giorno suona alla porta il postino il quale consegna una lettera dal Vaticano: “ Cara Gaia, Papa Francesco ha letto la gradita lettera, con la quale, raccontando di te e della tua famiglia, ai chiesto il sostegno della Sua preghiera e presentato una specifica richiesta.” I sentimenti tanto belli che hanno ispirato il gesto di Gaia fanno si che l’istanza viene accolta e così Nino si ritrova a Roma, con in mano la Croce di Gesù, frastornato da un turbinio di emozioni che si alternano in modo travolgente, senza ancora riuscire a capire come.

Ma le emozioni per la famiglia Lipari non finiscono qui. Il falegname mistrettese prima di partire aveva preparato, un gadget in legno da donare al Santo Padre. Dopo la manifestazione religiosa, mentre il Papa si apprestava a lasciare il Colosseo, il piccolo Claudio si avvicina all’auto con in omaggio in mano urlando ad alta voce: “Papa Francesco…Papa Francesco”. L’auto si ferma, dallo sportello posteriore si abbassa il finestrino ed esce fuori una mano. Era la mano del Santo Padre che si manifesta e accarezza il piccolo il quale gli dona una lettera e la scultura lignea intagliata da Nino. Il Papa ringrazia, stringe la mano al resto della famiglia e poi va via accompagnato  dallo sguardo emozionato ed incredulo del falegname mistrettese.