mercoledì - 07 dicembre 2016
 
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Unicusano Fondi Calcio: la squadra della ricerca scientifica in Lega Pro

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E’ il primo e unico ateneo italiano ad avere una squadra di calcio tra i professionisti. Non solo: un ateneo che l’anno scorso ha avuto la soddisfazione di vedere la propria formazione vincere i play off e la Coppa Italia di Serie D. Un primato che si deve all’Università Niccolò Cusano che ha così realizzato il sogno di portare una squadra universitaria in un campionato professionistico.

 Così l’Ateneo oltre a celebrare il decennale festeggia anche l’ingresso dell’Unicusano Fondi Calcio in Lega Pro: «La ricerca scientifica, rappresentata dalla nostra squadra, ha bisogno di un grande palcoscenico – commenta il fondatore della Cusano Stefano Bandecchi -. La nostra squadra ogni settimana non scenderà in campo solo per vincere una partita di calcio ma per portare un messaggio nobile e importante, quello del sostegno alla ricerca scientifica e a chi soffre».

L’intuizione di affiancare allo sport più amato del nostro Paese il racconto dei progressi della ricerca scientifica, delle storie e del coraggio degli atleti disabili e delle loro famiglie, dell’impegno delle associazioni e delle aziende che lavorano per migliorare la vita di tanti è stata una vera e propria rivoluzione che ha coinvolto diversi soggetti e progetti. Non solo dunque l’Unicusano Fondi Calcio ma anche Radio Cusano Campus, l’emittente dell’ateneo, e il Corriere dello Sport con le pubblicazioni Unicusano Focus e Unicusano Up Magazine. Grazie a queste diverse iniziative i protagonisti della ricerca scientifica hanno potuto raccontarsi tutti i giorni per due anni in forma continuativa.  Si tratta, dice il direttore generale Stefano Rannucci, di

«Un traguardo bellissimo. Sono onorato, ed è per me una grande responsabilità far parte di questo progetto con la prima squadra di calcio di proprietà di un’università a disputare un campionato di calcio professionistico. L’Università Niccolò Cusano ed il patron Stefano Bandecchi hanno guardato lontano ed ora avremo la possibilità di trasmettere ancora più forte il nostro messaggio di sostegno alla ricerca medico scientifica. Non scenderemo mai soli in campo e in palio, almeno per noi, non ci saranno soltanto i tre punti».




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