In merito al bando misura 16.1 del 15/10/2018 relativo al PSR Sicilia 2014-2020, che tratta il finanziamento dei gruppi operativi del PEI (Partenariato Europeo Investimenti), l’Unione Allevatori Sicilia preme per un incontro urgente con l’Assessore all’Agricoltura Bandiera per spiegare i motivi per cui, la medesima associazione, ritiene che le somme assegnate al bando 16.1 sarebbero eccessive, poiché la somma prevista per il partenariato oggi definirebbe finanziabili 50 gruppi. Un numero eccessivo, considerato che i comparti agricoli interessati, secondo il Piano Strategico Nazionale per l’innovazione, sono dieci.

Un’esagerazione che sembrerebbe, secondo l’Associazione di categoria, l’intavolo di una gestione clientelare delle somme comunitarie. L’Unione Allevatori Sicilia con tale incontro avrebbe intenzione di suggerire all’Assessore Regionale, quindi ai tecnici dell’Assessorato Regionale la redistribuzione delle somme, in maniera da spalmarle in modo equanime sia nella misura 16.1 che nella misura 13 che afferisce all’indennità compensativa, dal 2017 rimasta a secco.

“Riteniamo che i 27 milioni di euro messi nel bando 16.1 siano una cifra spropositata, una grossa cifra che rischia di indirizzare la spesa verso una gestione clientelare delle risorse – afferma nella nostra intervista Placido Iudicello, referente dell’Unione Allevatori Sicilia, per l’area dei Nebrodi occidentali – Secondo i criteri nazionali e regionali, con 27milioni di euro, si possono mettere a finanziamento 50 Gruppi Operativi del PEI (540 mila euro per ogni Gruppo Operativo del Pei, disposizioni attuative capitolo 12 del bando 16.1 Sicilia).Per meglio capire, la Regione italiana che ha messo più soldi nella misura 16 del Piano di sviluppo Rurale, detta tale misura dell’innovazione, è stata l’Emilia Romagna con più di 50 milioni di euro.

Ma la stessa Emilia Romagna sulla sottomisura 16.1 ha messo meno di 6 milioni di euro – continua il referente.  Una bella differenza con i 27 milioni di euro della Sicilia. Riteniamo che i mancati riferimenti all’area 1, del piano strategico nazionale sull’innovazione, rischiano di vanificare gli stessi obiettivi della misura 16.1 Sicilia. Siamo consapevoli che l’esaurimento delle risorse sulla misura 13 (indennità compensativa) possa avere, nel triennio, effetti catastrofici sulla zootecnia di montagna. Per questi motivi abbiamo inoltrato richiesta ufficiale all’Assessorato. Quello che vogliamo far capire è che la cosa più sensata da fare rimane la ridefinizione delle somme in questione. Stiamo cercando di programmare un incontro con l’Assessorato al solo fine di ridiscutere la distribuzione, partendo da un’analisi della questione assennata. Un incontro programmatico responsabile – conclude Iudicello – che eviterebbe di ricorrere, ancora una volta, alla Giustizia Amministrativa. Facciamo presente che i mancati riferimenti al Piano Strategico Nazionale sull’innovazione, in particolare all’area 1 del piano, sono appigli legali molto forti, considerato che le altre regioni, come il Veneto o il Trentino, sulla misura 16.1 spendono molto meno”.

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