L’idea iniziale era quella di abbassare il tetto dell’uso del contante per l’esigenza di inseguire gli evasori usando il tracciamento dei pagamenti. Una mossa per incentivare le transazioni con le carte e dunque avere un archivio fiscale più completo col quale mettere nel mirino i furbi.

Ma negli ultimi tempi, si è registrato un esponenziale aumento dei pagamenti digitali e anche il distanziamento sociale, imposto dall’emergenza sanitaria, inconsciamente, ci ha indotto ad utilizzare sempre meno banconote e monete, preferendo metodi di pagamento elettronici.

I pagamenti con carta sono aumentati dell’11%, che a 270 miliardi arrivano a rappresentare il 29% del totale transato. A livello europeo, l’Italia resta tra i fanalini di coda, ma nonostante ciò nel 2019 le transazioni pro capite sono salite da 71 a 83 l’anno e lo scontrino medio è sceso di 3 euro a 53,7 euro.

Anche un netto incremento degli acquisti on line ha contribuito all’abitudine di effettuare pagamenti digitali. In verità la tendenza alla crescita dei pagamenti effettuati con dispositivi elettronici è già disponibile da qualche anno, ed a favorire questo cambiamento ha contribuito, certamente, anche la maggiore diffusione dei pagamenti contactless o tramite smartphone, arrivati a quota 1,83 miliardi con 58 milioni di transazioni, mentre i terminali Pos sono passati a 2,08 a 2,17 milioni.

Gli esperti del settore si muovono per fornire soluzioni semplici ed efficaci per un pubblico il più ampio possibile. PayPal, ad esempio, punta sui pagamenti a distanza via QR code anche nei negozi fisici. Inquadrando il codice si accede direttamente al conto PayPal, con il beneficiario già impostato, sarà sufficiente inserire l’importo per completare il pagamento.

A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna. Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del 349% e ci si aspetta che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, con un salto evolutivo di almeno 10 anni.

Infatti, durante il lockdown, molti negozi hanno accelerato la svolta ai pagamenti digitali, per dare continuità di servizio, spesso offrendo il delivery dei prodotti, garantendo il rispetto delle distanze ed evitare di dover maneggiare la carta moneta, per ragioni igieniche. Questo ha fatto sì che macellerie, panetterie, fruttivendoli e in generale molte botteghe tradizionali abbiano più che triplicato i pagamenti digitali, toccando punte del + 350%. L’emergenza sanitaria ha dunque alimentato l’idea di ‘eliminare’ i contanti, e affidarsi ai soli pagamenti digitali, anche per paura del contagio al Coronavirus.

Di fronte ad una pandemia sulla quale anche la scienza e i più grandi istituti scientifici, come l’ISS e l’OMS, non riescono a fornire alcuna certezza, si è diffuso il timore che il virus possa annidarsi un po’ ovunque, e quindi anche nei soldi, sia monete che banconote. D’altra parte che per la modalità di trasmissione da mano a mano i soldi siano da sempre considerati come un luogo di batteri e virus è un dato di fatto, e non si tratta di una diceria o di una sensazione. Il denaro passa di mano con frequenza e può catturare ogni tipo di batterio o di virus. Lavarsi le mani, se si toccano i soldi e soprattutto se si mangia subito dopo, è una buona pratica di igiene, non solo adesso ma in generale.

Per tutti noi è quindi opportuno, consigliabile e più sano, entrare in contatto il meno possibile con monete e banconote. Questo sicuramente uno dei motivi del calo delle transazioni per contanti, e la forte impennata dell’utilizzo di carte e di strumenti elettronici. Anche perchè per procurarsi il contante lo si deve prelevare da un bancomat, rischiando di infettarsi al solo tocco della tastiera o dello schermo dell’apparecchiatura.