Il Convento dei Frati Minori conventuali di Alcara Li Fusi può essere recuperato e riutilizzato per finalità culturali e turistiche.

E’ la proposta dei consiglieri del gruppo di opposizione di Alcara Li Fusi, Nicola Vaneria, Nunziatina Oriti e Mariella Angela Parrino, appartenenti al Gruppo consiliare di opposizione “Alcara nel cuore”, che nell’ambito dell’avviso pubblicato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo relativo alla selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni di diverse regioni, tra le quali la Sicilia, chiedono che venga sottoscritto un accordo per la concessione in comodato d’uso al Comune di Alcara Li Fusi di un edificio conventuale dei Frati Minori Osservanti di San Michele, di proprietà della Città Metropolitana di Messina e ubicato nel Comune dei Nebrodi.

L’iniziativa nasce a seguito della pubblicazione dell’avviso del MIBACT che ha come obiettivo il finanziamento di interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi del carattere identitario. Tra gli interventi ammessi, infatti, vi è anche il recupero funzionale di immobili e spazi pubblici, al fine di erogare nuovi servizi e attivare sistemi, anche innovativi ed eco sostenibili, per l’accoglienza turistica. Il Bando del MIBACT è volto a valorizzare le destinazioni con un alto potenziale, non ancora pienamente riconosciute come “mete turistiche”, che possono beneficiare di una azione volta a generare una migliore distribuzione dei flussi turistici di visitatori attraverso l’allargamento dell’offerta e un’esperienza più vicina alla nuova tendenza della domanda.

La Città metropolitana di Messina, proprietaria dell’antico edificio conventuale fondato nel 1518, concedendo in comodato d’uso il bene al comune di Alcara li Fusi, consentirebbe a quest’ultimo di candidare il progetto per il recupero della struttura conventuale, collocata nel cuore dell’antico borgo, riconvertendo lo storico edificio in un polo culturale fruibile per diverse finalità di carattere turistico, paesaggistico, didattico e scientifico.

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“Al fine dell’incremento della rete turistico-museale di Alcara – scrivono i consiglieri in una nota – chiediamo al Sindaco, nella considerazione che la scadenza per la presentazione dell’avviso è attualmente fissata al 29 Maggio 2020, di farsi promotore dell’iniziativa, attivando le procedure  volte alla concessione della disponibilità del bene, e di attivare le collaborazioni tra gli uffici tecnici dei rispettivi enti, affinché si possa adeguare un progetto già esistente presso gli uffici della Città metropolitana rendendolo corrispondente il più possibile ai requisiti dell’avviso, così da poter essere inserito a bando.

Si potrà, in tal modo, recuperare un bene di grande valenza turistico culturale e potenziare l’offerta del territorio alcarese con la creazione di spazi e laboratori di valenza scientifica e culturale, migliorando la fruizione del paesaggio e ottimizzando le potenzialità del territorio, ricco di identità culturale millenaria, di eccellenze naturalistiche e biodiversità” – concludono Vaneria, Oriti e Parrino.