Alla ricerca dell’auto-sostenibilità nelle aree interne: il caso dei Nebrodi


Durante la prima fase di diffusione del Covid 19 molti intellettuali hanno rilanciato l’idea del ritorno ai borghi rurali abbandonati dell’Italia. Un forte impulso è pervenuto, oltre che dalla consapevolezza e necessità di un nuovo modo di abitare, vivere e riprogettare i luoghi rilanciato oltre che dalla pandemia anche dal cambiamento climatico, dalla necessità di un mutamento complessivo dell’interpretazione del progresso della specie umana che pone al centro l’individuo e di conseguenza anche dalle nuove esigenze dell’unità di abitazione, non di meno dalle politiche di coesione territoriali avviate, da anni, con l’agenzia di coesione dello Stato italiano mediante azioni note come la SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne).

Il recente libro “Alla ricerca dell’auto-sostenibilità. Visioni e scenari per territorio e comunità”, edito dalla Franco Angeli, Milano, pag.280, di cui è autore l’urbanista Marçel Pidalà e che vede la prefazione di Peter Newman, pioniere a scala planetaria dei temi della sostenibilità urbanistica ed una conversazione con il celebre architetto Vittorio Gregotti venuto a mancare durante il 2020 di cui la conversazione è forse l’ultima e inedita testimonianza, tratta proprio di questi temi.

Marçel Pidalà all’interno delle pagine del suo libro affronta il problema sempre più rilevante nell’Italia del XXI secolo, ovvero lo studio e l’analisi dei processi di urbanizzazione e più efficacemente definibili di “de-territorializzazione” e di “(ri)territorializzazione” di quelle che, possono essere, considerate le aree interne del nostro Paese. Il tema delle aree interne è centrale in questo momento storico poiché se è vero che le fragilità e gli arretramenti continuano a persistere e talvolta a riprodursi e incrementarsi; è anche vero che questi territori vengono visti oltre che come problemi anche come opportunità di “ri-territorializzazione” alla luce anche delle più recenti dinamiche socio-geografiche che hanno, negli anni recenti, irrobustito la tendenza allo spopolamento.

Il caso dei Nebrodi

Per quanto riguarda il caso studio, il territorio scelto da Marçel Pidalà è quello dei Nebrodi, in Sicilia, che come altre aree geografiche, negli anni, ha maturato uno storico dualismo funzionale-sistemico; all’interno dell’area geografica si è fatto avanti progressivamente uno sviluppo incongruente e disordinato che spesso ha amplificato le problematiche complesse (storico-sociali, economico-culturali ed urbanistiche) che ne hanno minato l’identità e che oggi possono e devono trovare delle soluzioni necessariamente nella “visione di insieme” mediante un paradigma adatto alla complessità sistemica di questi luoghi.

I Nebrodi in tutta la loro estensione si distinguono, tutt’oggi, come una bioregione complessa contenitore di un giacimento di biodiversità presente in modo articolato all’interno di un territorio molto più vasto che ricade tra i territori di Messina, Catania ed Enna ed in posizione panoramica significativa, con alle spalle l’Etna e di fronte le Isole Eolie patrimonio dell’umanità.

Mediante una metodologia chiara e uno stile originale l’urbanista scompone e ricompone le analisi del territorio sezionandolo per temi e angolature scientifico disciplinari e li sintetizza nel libro all’interno di due macro sezioni: una che riguarda l’importanza di un quadro conoscitivo olistico del territorio dei Nebrodi; l’altra che riguarda i primi esercizi e le prime sperimentazioni di un innovativo approccio progettuale alla pianificazione d’area vasta.

Il sistema produttivo dei Nebrodi

Fondamentale all’interno del libro appare l’analisi del sistema produttivo locale che analizza il rapporto tra la rete dei piccoli centri dei Nebrodi (47 in tutto di piccole dimensioni tra i 1.000 ed i 13.000 abitanti insediati) che costituiscono il capitale molecolare diffuso sul territorio e condizionano le dinamiche geo-spaziali di localizzazione e produzione. In quest’ottica appare innovativa la valutazione della presenza, consistenza e geolocalizzazione delle attività produttive per codice Ateco ed i loro effetti sulla logica insediativa.

Cosa emerge dal libro

La capacità propositiva di ridisegnare un complessivo processo di sviluppo (mediante concreti indirizzi e azioni di pianificazione strategica integrata) orientato all’auto-sostenibilità dei luoghi (auto-sostenibilità intesa sotto i profili, ambientale, sociale, culturale, economico-produttivo) muovendo dalle risorse presenti che potranno rappresentare l’eccellenza di qualità su cui strutturare un riassetto generale per le comunità locali; la necessità di invertire il modello di sviluppo orientando le scelte politiche verso meccanismi di riequilibrio ecologico e della produzione sostenibile soprattutto per le comunità locali oltrechè per gli users esterni.

Il volume è impreziosito da due lucide testimonianze del percorso di ricerca effettuato da Marçel Pidalà quella di Peter Newman riportata in prefazione che testimonia l’importanza dell’approccio innovativo dell’autore e la conversazione con Vittorio Gregotti in appendice che effettua una retrospettiva sulla disciplina della pianificazione e rilancia ancora importanti interrogativi per il disegno futuro delle città e del territorio. Chiude l’opera una straordinaria rassegna miscellanea di concept (Schizzi Corsari dell’autore) che sono omaggio al territorio dei Nebrodi, a Italo Calvino e Giancarlo De Carlo.

 

Andrea Marçel Pidalà. È un urbanista italiano. Docente universitario, attualmente svolge didattica presso alcuni atenei italiani. Tiene il Laboratorio di Pianificazione e Governo del Territorio presso il Corso di Laurea di Architettura -Scuola di Architettura -DIDA presso l’Università degli Studi di Firenze e il Corso di Valutazione Ambientale, presso il CdL in Ingegneria Civile-Edile, dell’Università di Palermo (Dipartimento di Ingegneria). Dottore di Ricerca (Ph.D.) in Pianificazione Urbana e Territoriale presso l’Università degli Studi di Palermo (2009). Già Visiting Research, Sessional Teaching e Associate Research presso la Curtin University di Perth, Australia (2010-2011;2014). È autore di pubblicazioni scientifiche (oltre sessanta) e all’attività di ricerca e didattica (ricerca-azione) affianca la progettazione di strumenti urbanistici e valutazioni ambientali, in tal senso è progettista incaricato per la redazione di numerosi piani urbanistici, territoriali e paesaggistici a carattere ordinario, generale, attuativo, strategico e paesaggistico. Per i tipi della FrancoAngeli ha già pubblicato la monografia “Visioni, Strategie e Scenari nelle esperienze di piano”, FrancoAngeli, 2014, pag.320

 

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