Ambulanze dei Nebrodi senza medici, scontro tra sindaci e deputati

di Redazione
06/04/2022

La morte del medico di famiglia Gianfranco Abbadessa, deceduto a causa di un malore mentre si recava in visita domiciliare lunedì a Tortorici, alimenta uno nuovo scontro sul tema della sanità. Mentre infuria infatti la polemica sul punto nascita di Sant’Agata Militello, si apre un nuovo fronte sui disagi legati alla sanità sui Nebrodi, quello dell’assenza dei medici nelle ambulanze del 118 che fanno servizio nel territorio nebroideo.

A dare la notizia della morte del professionista che lavorava da anni tra Tortorici e San Salvatore di Fitalia, è stato il sindaco di Castell’Umberto Vincenzo Lionetto Civa, che sui social, aveva denunciato il ritardo dei soccorsi e l’assenza di medico sull’ambulanza del 118 intervenuta. Al primo cittadino ha replicato il responsabile provinciale del 118 Domenico Runci.

Sulla vicenda interviene la parlamentare di Forza Italia Bernardette Grasso che, sulla sua pagina Facebook, scrive “La comunità nebroidea perde un valido professionista oltre che uomo perbene. Alla famiglia le più sentire condoglianze. A chi invece alza gli scudi, lamentando carenze croniche nella sanità locale dico solo: dove eravate negli ultimi 20/30 anni? Ho posto tante volte la questione della carenza di medici a bordo delle ambulanze: lo sanno bene gli operatori del 118. Così come ho chiesto più volte che sia potenziata la medicina territoriale delle Aree interne, penalizzata da distanze strutturali dalla costa. A testimonianza ci sono decine di atti parlamentari, note e sollecitazioni.”“Purtroppo quello dei medici del 118 è la punta di un iceberg – aggiunge la Grasso -, il numero chiuso per le professioni sanitarie ed i medici che si presentano al corso annuale di 300 ore per svolgere servizio nelle ambulanze che sono sempre meno. In un corso si possono formare fino a 80 medici. Nell’ultima tornata erano 38 gli iscritti e solo 9 gli idonei a sostenere gli esami. Dall’Asp avevo ricevuto precise rassicurazioni: uno dei 9 medici idonei sarebbe stato destinato al servizio di ambulanza sui Nebrodi”.

Il post sembra una risposta all’indirizzo del sindaco del comune umbertino che, condividendo il post della Grasso, replica: “È utile ricordare che io e tanti altri come me da più di trent’anni siamo sul campo. Senza cattiveria, negli ultimi dieci anni non siamo stati deputato regionale, negli ultimi cinque anni non abbiamo fatto parte di una maggioranza politica (che io ho votato) ne ricoperto per tre anni il ruolo di Assessore Regionale. Mi perdoni, ad ognuno il suo ruolo per i problemi risolti e per quelli tristemente non risolti. Detto questo, su alcuni temi e bisogni primari come la salute occorre una sensibilità trasversale. Se poi il suo pensiero non era a me rivolto allora mi consenta un’ultima considerazione… siete stati delegati per trovare soluzioni senza duelli dialettici. Nella mia poca esperienza ho imparato che “il popolo elettore” alla fine ha una sensibilità “razionale” ma anche, se non sopratutto istintiva per capire… e delegare”.

Intanto il deputato di Forza Italia Tommaso Calderone ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente all’Assessore alla Sanità Ruggero Razza per chiedere spiegazioni su quanto accaduto a Tortorici: “118, la tempestività e l’organizzazione salva le vite umane – scrive Calderone, che aggiunge – le criticità di un sistema che non funziona potrebbero avere causato un altro decesso. Lunedì sui Nebrodi è deceduto un medico. Sto verificando le ragioni del ritardo – aggiunge –, le ragioni per le quali l’ambulanza non era medicalizzata, le ragioni di eventuali disfunzioni. La straordinaria abnegazione di medici, infermieri e soccorritori non può sempre sopperire alle disfunzioni strutturali”.

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