Era stato arrestato dai carabinieri per non essersi  fermato all’ “alt”  e per avere tentato di investire i militari. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna.

Il giovane pizzaiolo, Daniele Campisi, originario del piccolo centro nebroideo, era stato arrestato in flagranza di reato, la notte tra il 13 ed il 14 settembre 2017, dai carabinieri delle stazioni di Longi e Galati Mamertino, con le pesanti accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Al giovane – oggi difeso dagli avvocati Enrico Giardinieri ed Emanuele Miceli – era stato contestato di avere usato minaccia e violenza nei confronti dei carabinieri di Longi, in borghese e con autovettura privata, perché – non fermatosi all’ “alt” intimatogli – avrebbe tentato di investire i due militari, dandosi alla fuga attraverso lo speronamento della loro auto.

Sulla base di tali imputazioni il Campisi – che ha sempre sostenuto di non essersi avveduto del posto di blocco costituito da uomini in borghese e con autovettura civile – era stato condannato in primo grado dal tribunale di patti, a seguito di rito abbreviato, alla pena di mesi 6 di reclusione; pena poi confermata dalla Corte di Appello di Messina ed oggi annullata dalla suprema Corte di Cassazione.

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