L’operazione di oggi, della Guardia di Finanza di Enna, è un ulteriore forte segnale di ripristino della legalità colpendo chi cerca di aggirare il Protocollo, oggi Legge dello Stato. La mafia dei terreni ha prosperato per anni, adesso, invece, fa i conti con lo Stato. Fra i soggetti coinvolti anche personaggi utilizzati per cercare di delegittimare me, la Magistratura e le Forze dell’Ordine attraverso il tentativo di sminuire la valenza mafiosa dell’attentato. Ma quell’imbarazzante vicenda è naufragata miseramente”.

Lo afferma Giuseppe Antoci, Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi, sfuggito ad un agguato mafioso a maggio 2016.

“Tanti mafiosi da anni – continua Antoci – lucravano milioni di euro di Fondi Europei per l’Agricoltura, intimidendo agricoltori e allevatori per farsi cedere i terreni, e tutto ruotava, appunto, attorno alla violazione dei criteri oggi invece sanciti dal Protocollo di Legalità e dalla successiva Legge Nazionale. L’operazione di oggi, che segue quella Nebros II, ne conferma il contesto”.

“In questi anni – prosegue Antoci – è mancato il coraggio e il controllo nell’assegnazione e nell’erogazione dei fondi ma è iniziato, ormai, un processo di restituzione allo Stato di tutto ciò che le mafie hanno lucrato in questi anni e, soprattutto, un processo di restituzione ad allevatori ed agricoltori onesti di una parte di dignità che in questi anni si sono visti strappare”.

“Il mio grazie e i miei complimenti alla DDA di Caltanissetta, al Procuratore Amedeo Bertone e ai suoi Sostituti, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Giuseppe Licari e a tutti i suoi uomini. Un’altra vittoria dello Stato sul tema per il quale combatto da anni e per il quale stavo perdendo la vita. Un’altra vittoria che allevia una vita difficile e blindata alla quale, da anni, sono costretto insieme alla mia famiglia. Lo Stato è arrivato e, come la verità e la giustizia, arriva sempre” – conclude Antoci.

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