Baraccopoli Messina, Scurria a Falcone: “Fai becera propaganda politica”


È iniziata ieri a Messina la demolizione della baraccopoli di Fondo Saccà. Dopo decenni, quella di Fondo Saccà è stata la prima baraccopoli interessata dallo sgombero insieme a quella di Fondo Fucile, poi si passerà alla favela dell’Annunziata. Il progetto di abbattimento della baraccopoli di Fondo Saccà denominato ‘Capacity‘ è stato realizzato nel 2019, con l’obiettivo di riqualificare le zone più degradate della città supportando le famiglie più indigenti con nuove abitazioni. Mentre le ruspe sono a lavoro scoppia una polemica tra l’Assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e il presidente di Arisme Marcello Scurria in merito ai fondi per il risanamento.

Le parole dell’assessore Falcone

“Certe affermazioni a proposito del ruolo svolto dalla Regione Siciliana sullo sbaraccamento di Messina hanno del paradossale. Vorremmo ricordare che i primi interventi di risanamento della citta’ sono iniziati circa due anni fa, nell’ambito del cantiere, voluto dal Governo Musumeci, per la costruzione della nuova via don Blasco, necessaria al decongestionamento della città. Inoltre, ormai quasi tre anni fa, la Regione ha stanziato ben 38 milioni e cinquecentomila euro recuperando fino all’ultimo centesimo i Fondi della legge 10/90 sul risanamento, cosi’ come da impegno assunto dinanzi al Consiglio comunale. Malgrado tali stanziamenti, purtroppo attendiamo ancora dal Comune e dalla società Arisme, ente finanziato dalla Regione ma controllato dal Comune, quei progetti che ci consentiranno di usare tali risorse. Non a caso, anche quest’anno – prosegue Falcone – siamo stati costretti a procedere al riaccertamento delle somme in quanto non utilizzate, e certamente non per incapacità della Regione. Da ultimo, abbiamo sollecitato il Comune attraverso una specifica nota, perché riteniamo che i 38 milioni non debbano restare accantonati, ma vadano utilmente investiti per la città. Confidiamo, in tal senso, nel ruolo qualificato e fattivo del prefetto Cosima Di Stani, commissario per il risanamento di Messina, quale garanzia istituzionale e di efficienza amministrativa. Demagogia e strumentalizzazioni – conclude l’assessore Falcone – a poco servono per il buongoverno di una città grande e prestigiosa come Messina”.

La replica del presidente di Arisme Marcello Scurria

Le farneticazioni di Falcone, assessore di un Governo allo sbando. Abbiamo letto, increduli, il farneticante comunicato stampa dell’Assessore Falcone. Il sole e le temperature di queste ultime settimane hanno evidentemente lasciato segni. Falcone dà letteralmente i numeri (le cifre sono sbagliate). Spiace dover prendere atto che non sa quello che dice o, peggio, non capisce quello che gli riferiscono. Non si permetta, in ogni caso, di scherzare sul risanamento della Città di Messina e, soprattutto, di fare becera propaganda politica come un populista qualunque. Non dimentichi, Falcone, che ricopre una carica istituzionale che dovrebbe assolvere con disciplina ed onore. Abbia rispetto della verità.Non abbiamo bisogno di smentire il comunicato di Falcone. Alleghiamo, per la consultazione della stampa, l’ultima nota inviata ancora lo scorso luglio, mai riscontrata, né oggetto di smentita. Falcone, trovi il tempo, tra un taglio di nastro e l’altro, a scegliere un moderatore. Siamo pronti a sbugiardarlo, carte alla mano. Degli svariati milioni, dopo tre anni, non è ancora arrivato un centesimo. L’IACP, ente regionale vigilato dall’Assessorato di Falcone, continua a fare melina e non restituisce né le aree né i soldi che detiene senza titolo. La lista degli inadempimenti sarebbe lunga. Evidentemente si è persa una buona occasione per rimboccarsi le maniche e produrre fatti piuttosto che parole, ma spesso la politica preferisce la strada “facile” della narrativa e non quella più complessa dell’azione.Un’ultima considerazione a proposito di risanamento: Messina sarà risanata, con o senza Falcone, ma questa Regione deve essere al più presto bonificata”.

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