Il porto di Capo d’Orlando, opera realizzata in project financing con il Comune, è nato anche perché doveva costituire uno sviluppo del sistema turistico integrato con i paesi limitrofi. Ma ad oggi sarà stato proprio così? La politica, le amministrazioni locali  del territorio hanno fatto qualcosa affinché ciò avvenisse? Io credo di no, non abbiamo visto idee nuove, nuove programmazioni, il nulla, immaginatevi che tra tante cose inesistenti, non esiste nemmeno una linea urbana di trasporti verso il paese.

Questa occasione doveva far riflettere sulla necessità di una specifica strategia competitiva e una pianificazione delle azioni turistiche nel territorio comprensoriale. Il coordinamento di questo lavoro doveva partire dal Comune di Capo d’Orlando in ampia collaborazione con la società costruttrice e soprattutto includendo i Comuni della fascia costiera nord siciliana ed i Comuni inseriti nell’area del Parco dei Nebrodi. Bisognava creare servizi a terra, bisognava creare una rete d’informazioni per chi si servirà del porto, bisognava destagionalizzare definitivamente il flusso turistico in movimento, catturando quella fascia di turismo mondiale interessata a questi  territori ricchi di cultura e attrattive naturali, bisognava potenziare le offerte per il tempo libero legate al mare e alla montagna, per accrescere le permanenze medie, bisognava incrementare gli strumenti tecnologici per una nuova comunicazione virtuale, per allestire una sempre più attraente vetrina nel mondo in favore del nostro territorio e delle sue straordinarie risorse: da quelle per l’ospitalità in strutture turistiche di alta qualità a quelle agricole, a quelle alimentari inserite nella nostra cultura enogastronomica.

Tutto questo non è  stato ancora neanche pensato e l’impegno e il lavoro che ci aspetta, deve essere una sfida e non una sconfitta per il raggiungimento di obiettivi seri, dopo anni di parole andate al vento e di incapacità della nostra classe politica. Capo d’Orlando e tutti i paesi vicini appartengono ad un territorio privilegiato ed insieme debbono godere delle opportunità che si presentano oggi una fra tutte, proprio  quella del nuovo porto, altrimenti si rischia che lo stesso diventi un parcheggio per natanti e tra qualche anno assisteremo all’annuncio di una crisi di gestione, dove per contratto il Comune dovrà intervenire in aiuto. Spero e voglio sbagliarmi, ma non vedo idee all’orizzonte.

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