L’architettura e l’ingegneria italiana sono  tra le più grandi del mondo, capacissimi di non demolire i ricordi, ma valorizzare anche  tutto ciò che la storia ci ha lasciato. Solo attraverso questo percorso potremmo scorgere ancora nel futuro e con una sana fantasia quelle figure che hanno vissuto quei luoghi. Un qualsiasi centro storico non va mai sottoposto ad operazioni di speculazioni in metri quadrati, bensì a regole dure e obbligatorie per la conservazione di un’identità e della bellezza. Noi siamo stati  lontani da questa idea ed apparteniamo alla generazione dei condoni.

Il buon senso dovrebbe essere un percorso educativo per tutti. A volte il cittadino con queste qualità rimane inascoltato e non ho mai capito il perché. Eppure ci sono momenti nella vita amministrativa e soprattutto nelle campagne elettorali che queste distanze tra politico e cittadino  si annullano, per poi ritornare al punto di partenza. Ebbene il vecchio scalo merci accanto alla stazione ferroviaria di Capo d’Orlando sarebbe solo un caso di buon senso e basta. Spieghiamolo ai cittadini in modo sereno e pacato attraverso anche un mini referendum,  così la comunità avrebbe l’opportunità di partecipare democraticamente ad una decisione, come quella proposta già da molti cittadini e associazioni che hanno avviato una riflessione  per creare un luogo destinato alle nuove generazioni accogliendo attività culturali e sociali.