Capo d’Orlando, minoranza: “Ipotesi disavanzo choc per il Comune”

di Redazione
23/05/2022

Nell’attesa che l’Amministrazione comunale di Capo d’Orlando, guidata dal sindaco Franco Ingrillì, predisponga il piano di riequilibrio finanziario per evitare il dissesto finanziario, il gruppo di minoranza “CambiamoCapo” denunciando i gravi ritardi nella predisposizione dei bilanci degli ultimi due anni, già ipotizza un disavanzo di almeno 30 milioni per il consuntivo 2020 che dovrebbe passare dalla Giunta in settimana.

Renato Mangano, capogruppo della minoranza, in un comunicato stampa, afferma: “Si confermano tempi lunghi per la definizione dei documenti finanziari non approdati in Consiglio e bloccati sulle scrivanie degli uffici impegnati a fare quadrare i conti nonostante l’assistenza di una sempre più nutrita pletora di esperti. A verifica ancora in corso, sembrerebbe che il disavanzo abbia già superato i 30 milioni di euro, come testimoniano i ritardi del Collegio dei revisori dei conti e dell’ufficio ragioneria nel riscontrare i reiterati ed articolati solleciti del gruppo CambiamoCapo”.

Secondo Mangano e i suoi colleghi Gazia, Liotta, Truglio e Scafidi “più passano i giorni e sempre più si avvicina l’orlo del precipizio per i cittadini orlandini in considerazione che i rilievi incontrovertibili della Corte dei Conti, a cura del magistrato istruttore dott. Massimo Giuseppe Urso, non lasciano margine di equivoco sulla superficialità dell’amministrazione Ingrillì e degli uffici competenti che hanno deliberatamente trascurato le norme che disciplinano l’istituzione dei “Fondi di Accantonamento” nei vari documenti finanziari a seguito dei numerosi Crediti di dubbia esigibilità, dei Contenziosi con i fornitori di beni e servizi e degli obbligatori adeguamenti contrattuali per i dipendenti comunali”.

“La temeraria gestione – proseguono gli esponenti dell’opposizione – basata su fumose interpretazioni normative era finalizzata a poter continuare a spendere e spandere senza un’opportuna e reale copertura finanziaria poichè le somme sarebbero venute meno con i “Fondi di Accantonamento”, riducendone i margini di spesa e quindi rischiando di pregiudicare il proprio consenso politico.  Sarebbe stato impossibile, però, rispettare la quadratura del bilancio senza violare le elementari norme che ogni amministratore ha l’obbligo di rispettare. Infatti, quei principi di veridicità, attendibilità, correttezza, prudenza e continuità nella elaborazione dei documenti contabili avrebbero dovuto guidare l’equilibrio di bilancio evitando di ricorrere ad accorciatoie o furberie”.

Coerentemente alla specchiata attività ispettiva di indirizzo e controllo, a seguito delle ultime contestazioni notificate dalla Corte dei Conti che confermano integralmente le nostre perplessità – concludono Mangano, Gazia, Liotta, Truglio e Scafidi –, formalizzate con il voto sfavorevole sia alla proposta di deliberazione del “Bilancio di Previsione 2020/22” del dicembre 2020 che al “Rendiconto 2019 ” dello scorso dicembre 2021 noi consiglieri, nei prossimi giorni, chiederemo il Riesame dei richiamati documenti finanziari per le conseguenti determinazioni stante che ormai è di palese evidenza che sono “infedeli e inveritieri”. Tutto ciò anche per scongiurare inevitabili responsabilità per amministratori, consiglieri e dirigenti degli uffici comunali”.

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