L’emergenza del non ascolto, delll’immobilità costante e dell’indifferenza, sta entrando nel paese come un virus che si sta diffondendo a tutti i livelli, dal mondo politico locale, fino alla maggior parte della comunità che ci vive. Cittadini incantati da vecchie figure del passato, che riposizionano i fedelissimi (ma non guerrieri) nuovamente nelle prime file dei posti governativi, sottoposti ad ordini precisi, diventano attori protagonisti nella difesa del comune, forse contro gli arrivi a sorpresa?

Non è però un caso che in queste ultime settimane certi gruppi di “carbonari” si moltiplicano in silenzio, lavorando in un nuovo progetto costruttivo, di partecipazione, di comunicazione, di dialogo, di programmazione di idee e azioni nuove e dettagliate per coinvolgere con entusiasmo più gente possibile, per evitare ancora più danni soprattutto all’economia del turismo.

“People’s Flash Mob” sarà la costante presenza dei cittadini sui problemi reali, raduni programmati nelle zone di degrado e di non sviluppo, zone del paese lasciate nell’abbandono totale. Centinaia di insoddisfatti di quelle azioni politiche disastrose. Alcuni di loro ci dicono: “Ci possono essere momenti in cui siamo impotenti a prevenire le azioni sbagliate di altri, ma ci deve essere sempre un momento in cui iniziare un buon lavoro”. Bene, non conviene peccare di silenzio, bisogna far prevalere il buon senso in ogni cosa, questo è costruttivo. Ormai è evidente che ogni giorno in Italia e nel mondo nessuno ha più paura di alzare la voce per l’onestà, la verità, la solidarietà contro l’ingiustizia, la menzogna e l’avidità. Se in passato la gente di tutto il mondo avesse fatto questo, sarebbe già visibile un gran risultato.