Caronia, Comune manda bollette acqua dal 2016 al 2019: pioggia di proteste


A Caronia monta la protesta dei cittadini sulle bollette dell’acqua inviate dal Comune. Molti caronesi hanno ricevuto infatti i bollettini da pagare a partire dall’anno 2016 fino al 2019. In alcuni casi pare che le cifre siano esose. I cittadini hanno sfogato al loro rabbia sui social network.

Le bollette idriche non sono state mai emesse durante l’amministrazione precedente ma l’ex sindaco D’Onofrio ha avviato il procedimento amministrativo del recupero delle somme, affidando l’incarico ad una ditta esterna, e l’attuale primo cittadino Giuseppe Cuffari si è trovato, appena insediatosi, una “bella gatta da pelare“, tanto che è stato costretto a realizzare un video sulla pagina Facebook dell’Ente in cui prova a fare chiarezza (QUI IL VIDEO).

“Non vogliamo vessare i cittadini – ha affermato il sindaco a Nebrodi News ma bisogna rendersi conto che chi ha usufruito di un servizio pubblico poi deve pagare. Come miglioriamo il servizio idrico a Caronia, che è molto carente, se poi non abbiamo le somme? L’amministrazione D’Onofrio per 5 anni non ha inviato bollette, in seguito alla fine del mandato, ha affidato il servizio per gli anni 2017-18-19 ad una ditta che inviato i bollettini. Per il 2016 è intervenuto invece l’ufficio tecnico perché pendeva la prescrizione. Ci metteremo a regime a partire dal 2020, 2021 e 2022 e faremo un regolamento per la rateizzazione dei pagamenti. Dai dati che abbiamo raccolto l’80% delle bollette ha importi giusti ma siamo disponibile a fare tutte le verifiche del caso. Ci sono dei casi di bollette esose ma le verificheremo con l’Ufficio tecnico e finanziario”.

Ricordiamo che l’attuale termine di prescrizione della bolletta dell’acqua è di due anni. Questo termine è mutato a partire dal 2 gennaio 2020. Prima di allora, la prescrizione era infatti di cinque anni. Dunque, tutte le bollette riferite a consumi anteriori al 2 gennaio 2020 continuano a prescriversi in 5 anni. Le bollette riferite ai consumi a partire dal 2 gennaio 2020 si prescrivono invece in 2 anni.

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