Castel di Lucio, ex precari rivendicano il rapporto di lavoro a tempo pieno


Con una nota a firma dei rappresentanti di tutte le sigle sindacali, indirizzata al Sindaco di Castel di Lucio Pippo Nobile, al Segretario e ai capi area, gli ex precari del Comune del piccolo centro dei Nebrodi chiedono un incontro per la trasformazione del loro contratto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno.

I lavoratori, ai quali il 29 aprile 2019, dopo 30 anni, veniva riconosciuto il diritto ad un lavoro stabile, oggi alzano il tiro richiedendo la trasformazione del loro contratto da 24 a 36 ore, in virtù di un aggravio di lavoro, superiore a 24 ore, che gli stessi sono spesso chiamati a svolgere per effetto dei pensionamenti che, inevitabilmente, hanno ristretto il personale in servizio.

A sostenere le ragioni e a fare da sponda agli ex precari o ex articolisti, oggi impiegati comunali, il consigliere Dino Viglianti che, dopo aver partecipato all’incontro organizzato dal Sindaco lo scorso 1 agosto con il personale, conferma, formalmente, la piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione, con i Consiglieri Comunali e con le Rappresentanze Sindacali per giungere alla sottoscrizione del contratto di lavoro a tempo pieno per gli ex precari in servizio all’Ente.

“Pur consapevole che si tratta di un procedimento complesso a livello economico e burocratico – scrive in una nota Viglianti – ritengo che esistano i margini per un confronto che potrebbe sfociare nella presentazione di un emendamento congiunto allo schema di bilancio approvato dalla Giunta Comunale in modo da garantire un incremento orario, da destinare all’intera platea dei contrattisti. Si tratterebbe di un segnale di attenzione doveroso nei confronti di chi, da anni, assicura servizi essenziali e ha maturato competenze specifiche in diversi ambiti della macchina amministrativa“.

Attualmente al Comune di Castel di Lucio sono presenti 27 dipendenti contrattisti a tempo indeterminato e parziale. Nello specifico, 15 risultano assunti con la qualifica di istruttori, 4 con la qualifica di esecutori e 8 con la qualifica di operai. Tra i 25 lavoratori contrattisti a tempo indeterminato parziale, solo uno ha un contratto a 36 ore in quanto, nella qualità di responsabile d’area, beneficia di una integrazione oraria di 12 ore. Gli altri 24 lavoratori compresi i due lavoratori in comando hanno un contratto a 24 ore; i rimanenti 2 lavoratori contrattisti a tempo indeterminato parziale, hanno un contratto uno a 18 ore e l’altro a 15 ore.

“La proposta che intendo presentare – continua il consigliere autonomo – prevede, per i 24 lavoratori contrattisti a tempo indeterminato parziale di cui alla L.R.16/2006 un incremento minimo di 3 ore (per i due lavoratori contrattisti a tempo indeterminato parziale di cui alla L.R.21/2003 rispettivamente di 9 ore e 12 ore), in modo da innalzare da subito tutti gli attuali contratti a 27 ore. L’aumento a 27 ore settimanali potrà partire dall’ultimo trimestre 2022, essere confermato per l’anno 2023 e prevedere l’aumento a 30 ore settimanali nell’anno 2024.”

I termini per presentare emendamenti sono già avviati in considerazione del fatto che gli atti relativi allo schema di bilancio di previsione per il triennio 2022/2024 sono depositati da qualche giorno presso l’ufficio ragioneria del Comune.

“Il costo complessivo (retribuzione, oneri riflessi e IRAP) stimato sulla base dei dati desunti dallo schema di bilancio – conclude Dino Viglianti che si dice disponibile a ragionare e confrontarmi anche su altre possibili proposte che potranno essere presentate –  ammonta a circa 19.000 euro per l’ultimo trimestre dell’anno 2022, poco più di 79.000 euro per l’anno 2023 e quasi 145.000 euro per l’anno 2024. Considerato che nello schema di bilancio triennio 2022/2024 sono già allocate risorse da utilizzare per l’integrazione oraria del personale contrattista impegnato in alcuni uffici, la somma necessaria da reperire si riduce per tutti e tre gli anni.”

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