La presenza di branchi di maiali selvatici vaganti, e privi di codici identificativi, nei Comuni dei Nebrodi, ma anche delle Madonie, comincia a diventare una cosa seria poiché inizia ad assumere aspetti dai contorni inquietanti e pericolosi. Non parliamo più di danni alle colture, che per gli agricoltori oggi hanno raggiunto livelli non più sostenibili, ma di situazioni ben più importanti che minano la serenità degli abitanti e mettono in serio pericolo la pubblica incolumità.

Il suino Nero dei Nebrodi, anche chiamato suino Nero Siciliano, suino Nero delle Madonie è una razza autoctona di maiale che negli ultimi anni si è diffusa sui monti dei Parchi regionale di Nebrodi e Madonie godendo di un regime di protezione per il rischio di un’eccessiva rarefazione ed in alcuni casi anche di estinzione. Le politiche di protezione, che negli anni probabilmente avranno prodotto frutti, oggi sono da riconsiderare, tenuto conto del crescendo numero di episodi che destano timori e preoccupazione nella popolazione.

Sono sempre più frequenti i casi di cronaca in cui branchi di suini neri e maiali selvatici prendono di mira l’uomo, che accidentalmente s’imbatte in loro, come sempre più frequentemente accade che i suini, anche in pieno giorno, dai boschi si spingono nelle periferie dei paesi, nei pressi di masserie devastando tutto ciò che incontrano nel loro percorso e distruggendo qualsivoglia tipo di coltivazione. Non è raro che imbattendosi nell’uomo questi animali invece di scappare, come di solito succede, gli si scagliano contro.

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Qualche giorno fa, a Castel di Lucio, un branco suini hanno preso di mira le coltivazioni in una fattoria, a qualche chilometro dal centro cittadino. L’attenzione del proprietario, che al momento si trovava in casa, viene richiamata dall’insistente abbaiare del cane. Appena l’agricoltore mette piede all’esterno, nel cortile della propria masseria, si ritrova davanti una ventina di esemplari, per lo più adulti che, invece di scappare via “caricano” con una certa violenza l’uomo che, impaurito, cerca di riguadagnare l’uscio di casa per barricarvisi dentro.

L’uomo viene però raggiunto dal branco e quasi scaraventato a terra, se non fosse stato per il provvidenziale intervento del cane che, interponendosi tra i suini ed il proprio padrone, riesce ad accentrare l’attenzione su di lui, distogliendola dall’uomo che, per il rotto della cuffia, riesce a rientrate in casa e a mettersi in salvo. Il cane viene attaccato dagli animali infuriati, ma riesce a cavarsela nascondendosi in un’insenatura tra due fabbricati.

Giorni prima un altro caso era stato registrato nel piccolo centro dell’entroterra tirrenico. Un pensionato che andava ad accudire il proprio orticello s’imbatte in un branco formato da circa 10 suini. Gli animali selvatici alla vista dell’uomo se la danno subito a gambe, ma due cuccioli rimangono indietro bloccati tra le maglie della recinzione. La scrofa, dal grugnito d’aiuto lanciato dalla propria prole, torna indietro e più che preoccuparsi dei cuccioli in difficoltà, punta il pensionato che fortunatamente si ripara nella baracca adibita a ricovero attrezzi, a pochi passi dalla propria posizione.

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Un’emergenza sottovalutata dalla Governo regionale che, non si capisce perché, continua a perdere tempo, nonostante le continue denunce e le grida d’aiuto che arrivano dalle popolazioni delle aree ricadenti nei territori interessati, prevalentemente Nebrodi e Madonie. Occorrerebbe dedicare meno tempo alle passerelle ed agire nel concreto con una legge specifica, atta ad avviare un’azione combinata che va dal piano di sterilizzazione, alla cattura e all’abbattimento.