Cimitero Sant’Agata, Recupero: “Gestione ai privati è fallimento dell’amministrazione”


Riceviamo e pubblichiamo la nota della consigliera indipendente Melinda Recupero che commenta la seduta del Consiglio comunale, svoltosi ieri al Castello Gallego.

“Seduta di consiglio comunale piuttosto accesa quella tenutasi ieri sera, durante la quale si è tornati a discutere di un argomento importante e assai delicato che interessa tutta la comunità santagatese: la scelta dell’amministrazione comunale di ricorrere allo strumento del project financing per la gestione dei servizi cimiteriali, con conseguente affidamento degli stessi ai privati. E si è tornati a discutere grazie alle due petizioni popolari – sostanzialmente di analogo tenore – inoltrate al Comune rispettivamente dal locale Circolo Pd “Pio LaTorre” e dal Comitato “Officina democratica”, con le quali si chiedeva all’Amministrazione comunale di sospendere il procedimento relativo alla privatizzazione del cimitero ed avviare un reale confronto con la cittadinanza.

Questa volta, dunque, alla voce della sottoscritta e degli altri consiglieri di minoranza, che sino ad oggi in più occasioni, ribaditi anche nel corso della seduta di ieri sera, e con diversi atti formali (interrogazioni e mozioni) hanno assunto sin dall’inizio una posizione di netta contrarietà rispetto alla scelta dell’amministrazione di ricorrere allo strumento del project financing, si è affiancata una vera e propria mobilitazione popolare: oltre 1500 i cittadini che, avvalendosi dello strumento della petizione popolare, hanno chiesto a gran voce all’Amministrazione di tornare indietro sui propri passi e sospendere il procedimento avviato.

Sulle due petizioni il Consiglio si è diviso a metà: 7 consiglieri hanno votato favorevolmente e 7 si sono astenuti, per cui le due petizioni popolari non sono state approvate. Al di là delle motivazioni che hanno indotto ciascun consigliere a determinarsi in un modo piuttosto che nell’altro, all’esito della seduta consiliare di ieri sera è emerso con ancora più evidenza come questa Amministrazione agisca in modo sempre più isolato ed autoritario, non coinvolgendo nelle proprie scelte non solo i consiglieri comunali, ma nemmeno i cittadini. Nessuna condivisione con la città, che vede rimanere irrisolte le criticità lamentate ed inascoltate le richieste presentate ai nostri governanti, mentre tanta è la superficialità e l’approssimazione nell’affrontare temi importanti che toccano la dignità e la sensibilità di ogni persona. Un’operazione – quella del project financing – che, nel caso specifico, più che rispondere ad esigenze di pubblico interesse, certifica in maniera incontrovertibile il fallimento della gestione pubblica di questa amministrazione.

Non si può sempre e comunque privatizzare tutto! Non si può ridurre tutto a valore economico: il Cimitero ha un grande valore spirituale. I servizi cimiteriali coinvolgono tutti i cittadini e meritano particolare attenzione, per cui è opportuno che la gestione degli stessi resti in mano al Comune. Senza considerare poi che questa scelta graverebbe sulle tasche dei cittadini, che vedrebbero aumentati i costi dei loculi, e penalizzerebbe anche il Comune, che dovrebbe rinunciare ad entrate certe.

E senza considerare, infine, che ad oggi incombe ancora a Sant’Agata il grave problema della carenza di loculi: un’emergenza irrisolta da questa amministrazione che, piuttosto che proseguire nell’ iter intrapreso dall’amministrazione Sottile – che, al fine di arginare il problema, aveva avviato il progetto per la costruzione di 200 loculi nel Cimitero nuovo – ha preferito perdersi nelle lungaggini procedurali del project financing, e a distanza di oltre tre anni dal suo insediamento, non è stata capace di costruire un solo loculo, e soddisfare le tante richieste dei cittadini!

Ad ogni buon fine, non resta che auspicarmi un sussulto di dignità ed orgoglio da parte di questa amministrazione, affinché possa assumere consapevolezza dei propri errori e tornare sui propri passi, per dire no ad una privatizzazione dei servizi cimiteriali che non risponde ad una volontà pubblica”.

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