L’I.R.C.C.S. Centro Neurolesi Bonino Pulejo P.O Piemonte di Messina diventerà struttura Covid, ovvero destinata  ai pazienti risultati positivi al coronavirus. Un modo per distribuire su tutto il territorio i posti letto. Il Piemonte andrebbe così ad aggiungersi al Padiglione H del Policlinico, al Papardo, in città, poi Barcellona e anche Sant’Agata di Militello che si sta attrezzando.

Il segretario provinciale della Fp Cgil Antonio Trino e il responsabile Medici della federazione Guglielmo Catalioto scrivono all’azienda Neurolesi che gestisce l’ospedale di viale Europa: “Apprendiamo con sgomento dalla stampa, che questo Management ha deciso di convertire in Covid Hospital l’Azienda, chiudendo ogni attività assistenziale e di Ricerca.  Una simile scelta, presa arbitrariamente e senza il minimo consulto con le parti sindacali, come se non esistessero, rappresenta l’ennesima prova dell’inadeguatezza di codesto Management a gestire questa emergenza, tant’è che il primo vero focolaio fu proprio a Casazza e quando noi in tempi precedenti allo scoppio del focolaio abbiamo scritto chiedendo lumi e denunciando la totale carenza di DPI, oltre che modi poco professionali assunti nei confronti del personale, fummo tacciati di infamia in una nota scomposta in termini e contenuti, dove c’era l’auto-incensazione del proprio lavoro e la grande capacità e bravura di questo Irccs a reperire per tempo i DPI ed in numero adeguato: peccato che la storia dopo solo qualche giorno è sotto gli occhi di tutti!  È assurdo pensare di stravolgere l’attività assistenziale e convertire la mission senza avere locali idonei strutturalmente a gestire COVID, senza avere le necessarie attrezzature, senza avere alcune imprescindibili professionalità quali l’infettivologo, il Pneumologo ed il Virologo.

Rammentiamo – continuano – come fino ad oggi non siete stati autonomi neanche a fare un banale tampone ed il personale attende ancora l’esito di quello fatto, e ora improvvisamente la scienza infusa vi porta a pensare addirittura di essere Covid Hospital, in piena emergenza senza il tempo necessario a mettere in atto tutto quello che andrebbe fatto e che in altre aziende hanno fatto almeno 1 mese prima!  Dove si vuole andare con questi presupposti, pensando di correre quando ancora si cammina a malapena!  Ancora una volta si sta giocando con il personale, che non deve sapere nulla se non quello che esce sulla stampa, stante che chiedono a noi e ne sappiamo meno di loro. Dove si prende altro personale se c’è difficoltà in tutte le aziende a reperire risorse?  In più veniamo a conoscenza, sempre informalmente manco a dirlo, della presunta volontà di avviare le stabilizzazioni, in un momento in cui la confusione regna sovrana, in cui il personale amministrativo, giustamente, è in Smart Working – proseguono – in un momento in cui le energie dovranno essere interamente profuse a combattere COVID 19.  Fra l’altro non dimentichiamo che la pandemica emergenza ha fatto si che venissero accantonate le questioni legate alle famose delibere, da noi contestate, riguardo i passaggi improvvisi di personale e le trasformazioni contrattuali da assistenza a ricerca e viceversa, tutt’altro che trasparenti e certamente meritevoli di verifica, fatti sempre con la medesima modalità autonoma e senza confronto ormai collaudata, tant’è che abbiamo sollecitato il Ministero ad intervenire.  Ora davvero si vuole mettere mano ad una stabilizzazione di personale, che sta lavorando e non rischia il proprio posto, semmai rischia la propria vita a seguito delle deficienze organizzative che sono emerse prepotentemente in questi giorni e sulle quali avevamo deciso di evitare ulteriori interventi per non mettere ulteriormente sottopressione (per senso di responsabilità istituzionale), ma dopo questa ennesima scelta improba non possiamo tacere.  

“Riteniamo assolutamente improponibile – concludono Trino e Catalioto – in questa fase emergenziale pensare di procedere alle stabilizzazioni, soprattutto nelle more di comprendere come il Ministero, da noi interpellato e sollecitato, si esprimerà rispetto a quelle scelte deliberate, per evitare prevedibili contenziosi legati a situazioni potenzialmente paradossali. Chiediamo, rispettosamente ma con determinazione, al sig. Assessore in indirizzo, di prendere una posizione netta e chiara rispetto a quanto sopra, evitando ulteriori errori già commessi ed emersi in questi giorni all’IRCCS Neurolesi”.  

 
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