Il coronavirus comincia a provocare i primi danni a tutto il sistema produttivo italiano. È il sistema economico italiano a pagarne le conseguenze più grosse e anche in Sicilia si inizia a sentirne gli effetti.

Confesercenti parla di quasi 4 miliardi di euro di consumi in meno in tutta Italia e di un rischio chiusura per circa 15 mila piccole imprese in tutti i settori. L’impatto sull’occupazione “potrebbe superare i 60 mila posti di lavoro”. Peggio va nel settore turismo che registra dati in negativo del 40 per cento in tutto il territorio. Per la Sicilia, in pochi giorni, si riscontra un abbattimento nelle prenotazioni alberghiere dell’80 per cento. E con la scoperta  del primo caso di contagio nell’isola, di una donna bergamasca in vacanza a Palermo, cresce ancora la paura peggiorando la situazione.

La stagione primaverile – afferma Messina – è saltata e chiediamo aiuti anche al governo regionale. L’emergenza sanitaria viene prima di tutto e la nostra collaborazione con le istituzioni è massima ma dobbiamo pensare alla sopravvivenza delle imprese, a partire da quelle medio-piccole che rappresentano la gran parte delle imprese ricettive dell’isola. Una cosa è certa: per quanto riguarda le aziende del turismo, l’emergenza è nazionale, riguarda tutte le regioni e non solo le zone rosse”.

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