I test sierologici per la ricerca degli anticorpi anti-Coronavirus Sars-CoV-2 “ci faranno capire, dopo questa prima ondata” epidemica, “qual è la suscettibilità degli italiani” all’infezione. “Se, come credo, scopriremo che soltanto il 10-20% della popolazione è venuta a contatto con il Coronavirus e dunque ha sviluppato gli anticorpi, significherebbe che dovremo stare molto attenti, perché avremo ancora l’80% degli italiani suscettibili“. Lo spiega in un’intervista a ‘Il Messaggero’ Walter Ricciardi, membro del Comitato esecutivo dell’Organizzazione italiana della sanità (Oms) e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, per l’emergenza Covid-19.

“Sia chiaro – premette l’esperto – le mie per ora sono solo delle ipotesi. Magari capiremo che in Lombardia questa percentuale è più alta”, ma in ogni caso “capiremo molto il dimensionamento del contatto tra popolazione e Coronavirus ed è un elemento importante per decidere le future strategie di prevenzione e di contenimento”. Se “quello che fino ad oggi abbiamo visto è la punta dell’iceberg, con questi studi” sugli anticorpi “vedremo l’altra parte: quella sottostante“, sottolinea Ricciardi che precisa: “Dovremo procedere con il campionamento di una popolazione rappresentativa, stratificato in funzione dei gruppi di età e delle aree geografiche. La selezione dovrà essere realizzata molto bene, perché poi il risultato dovrà essere estrapolabile per tutta la popolazione italiana“.

“Una volta che saranno validati i test”, evidenzia il consigliere di Speranza, per l’operazione “serviranno diverse settimane, forse un mese“. E dai primi dati non avremo subito chiarezza sull’immunizzazione raggiunta dagli italiani e su quanto dura l”effetto-scudo’: “Questa è un’informazione che potremo acquisire nel tempo. Diciamo – chiarisce Ricciardi – che con i test sierologici avremo la fotografia statica, il film arriverà successivamente”.

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“Il fatto che alcune Regioni siano già partite” con progetti di test sierologici per la misurazione degli anticorpi anti-Coronavirus Sars-CoV-2 “non aiuta, perché in casi come questi serve una regia nazionale, altrimenti i dati non sono omogenei e non sono raffrontabili”. L’esperto chiarisce l’utilità, in questa fase, delle analisi anticorpali. “Moltissimi Paesi stanno imboccando questa strada – spiega – perché consente di capire come si è diffuso il virus nella popolazione ed elaborare strategie di contrasto dell’epidemia“.