Covid, dalla Regione le misure di contenimento “ad minchiam”


La Regione con un provvedimento, nell’odierna giornata, istituisce la zona arancione in 42 comuni della Sicilia. Le misure restrittive anti-Covid entreranno in vigore nei seguenti Comuni: Canicattì, Palma di Montechiaro, Caltanissetta, Gela, Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe, Villarosa, Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino e Capizzi.

Premesse le vigenti disposizioni nazionali per il contenimento del contagio, esclusivamente per questi territori dichiarati zona arancione ed in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Covid-19 nella popolazione scolastica, previo parere tecnico-sanitario dell’ASP di competenza, il sindaco può adottare provvedimenti di sospensione, totale o parziale, delle attività didattiche, con conseguente adozione della Didattica a distanza, secondo i protocolli in vigore, per un periodo non superiore a 10 giorni.

Gli altri Sindaci, dei restanti Comuni siciliani, molti dei quali alle prese con un’epidemia di Coronavirus incontrollata, come ad esempio accade a Mistretta, città dei Nebrodi in cui tra positivi al rapido e positivi al molecolare si contano oltre 500 casi, non possono far nulla per evitare che lunedì gli studenti del proprio territorio tornino in classe. Alcuni primi cittadini, come ad esempio quelli appartenenti al comprensorio tirrenico-nebroideo, ricadenti nel Distretto Sanitario di Sant’Agata Militello, dopo aver inviato una lettera al Prefetto di Messina e alla Procura della Repubblica di Patti, nella quale denunciano l’insostenibile situazione di stallo in cui si trovano i servizi sanitari per la gestione dell’emergenza da Covid-19, sotto la propria responsabilità, hanno predisposto un’ordinanza che decreta la chiusura fino al 16 gennaio 2022, di tutte scuole, probabilmente in violazione delle disposizioni del governo nazionale e regionale per il tracciamento dei contagi da Covid-19 nella popolazione scolastica.

L’aumento incontrollato dei contagi interessa tanti, troppi Comuni, ma solo alcuni hanno oggi “il privilegio”, perché se la popolazione scolastica ha la possibilità di essere salvaguardata seguendo le lezione in DAD di privilegio si tratta, di essere dichiarati “arancioni”. Ma quali sono – ci siamo chiesti – i criteri che utilizza la regione per istituire la zona “arancione”. Francamente non lo abbiamo capito.

Abbiamo messo a confronto due Comuni entrambi ricadenti nell’area nebroidea. Cerami, in cui con 25 positivi al molecolare è stata istituita la “zona arancione” e Mistretta, che con 254 positivi al molecolare ed altrettanti al rapido, non essendo stata raggiunta da nessuna disposizione dal quale si evince un rischio per la popolazione scolastica, lunedì prossimo non potrà far nulla per evitare la scuola in presenza. Cerami, 1979 abitanti, 25 positivi “ufficiali”, una percentuale di vaccinati alla prima dose dell’88,71 e una percentuale di vaccinati con ciclo completo dell’86,28. Mistretta, 4434 abitanti, 254 positivi “ufficiali”, una percentuale di vaccinati alla prima dose dell’87,18 e una percentuale di vaccinati con ciclo completo dell’85,85. Stando ai numeri qualcosa non torna.

Abbiamo impegnato il pomeriggio di oggi a fare domande, a chi avrebbe dovuto essere in condizioni di dare risposte, ma nessuno, dei funzionari interpellati ci ha saputo illustrare in modo chiaro ed esaustivo la situazione. Dopo mille domande fatte, compreso al prefetto di Messina, qualche minuto fa, da parte dell’ASP riceviamo la seguente comunicazione: “L’Asp di Messina comunica che dopo la riunione di stamani in Prefettura e dopo  un’altra telefonica con l’assessore Regionale alla Salute Ruggero Razza, si è  preso atto  dell’aumento vertiginoso dei contagi e si è deciso di chiedere di considerare Messina ed altri comuni  della provincia territori ad alto rischio visto. La Regione dovrà poi accogliere la richiesta dell’Asp. Se verrà accolta dalla Regione  la richiesta i sindaci dei territori interessati potranno in seguito  decidere di chiudere le scuole e di prevedere la modalità Dad. Inoltre si è  deciso di potenziare i posti letto negli ospedali di Messina e provincia fino a 100“.

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