Al Comune di Tusa mercoledì 10 febbraio, si sono celebrate le nozze in rito civile di due ragazzi siriani. Nati entrambi nella città di Homs, in Siria, un amore che ha superato le distanze e ha trionfato in Sicilia.

I due protagonisti di questa storia sono un ragazza e un ragazzo siriano che già da bambini, nati e cresciuti nello stesso quartiere siriano, giocavano e condividevano le giornata insieme, immaginavano già allora una vita insieme, ed hanno coronato il loro sogno, dopo anni, superando la separazione che la vita e il paese di origine ha imposto. In Siria, come sappiamo dal 2011 fino ad oggi i conflitti non si sono mai placati e vivere lì è un inferno, non facile da affrontare.

La famiglia della ragazza dopo aver riflettuto sul futuro decide di lasciare quel paese per tentare una vita migliore, e vivere in un paese dove la guerra è solo un lontano ricordo; e così arrivano, nell’ottobre del 2019, grazie al progetto Sprar, nella piccola ma accogliente città di Tusa.

Nel Comune Alesino vengono accolti non solo dall’intera comunità ma anche dal personale delle l’ati composto dalla cooperativa “Il Geranio” e dal “Consorzio Umana Solidarietà”che gestiscono – unitamente – al Comune di Tusa il progetto Sprar.

Ma l’amore è quel sentimento imprevedibile che tiene sempre accesa la fiamma della speranza; come la speranza di quei giovani siriani di potersi rincontrare. I social fanno la loro parte ritrovando e unendo nella grande rete di internet la ragazza che ormai da anni viveva a Tusa e il ragazzo che nel frattempo vive e lavora in Germania nella città di Padermon, dopo un periodo di chat sul social i due ragazzi decidono di riprendere  quelle promesse che non avevano il coraggio di esprimere da bambini, che avevano lasciato inespressi in Siria, decidendo così di comune accordo di convolare a nozze e farlo nel meraviglioso paesaggio della città di Tusa, uno dei borghi più affascinanti della Sicilia.

E davanti ai parenti più stretti come prevede ancora le restrizione Covid, il 10 febbraio, il Vice Sindaco del comune di Tusa, Avv. Angelo Tudisca, coadiuvato dal responsabile dell’ufficio stato civile, Dott.ssa Maria Scira, ha unito in matrimonio i due ragazzi siriani che hanno fatto la loro promessa di vita insieme dimostrando che l’amore supera ogni confine ed ogni conflitto.

Molto emozionato il Vicesindaco: “E’ molto commovente vedere realizzato un nobile obiettivo per  due ragazzi che hanno coronato il loro sogno di amore a migliaia di chilometri del loro paese d’origine. Confesso l’emozione che ho provato nel celebrare questo matrimonio che è l’attestazione  più piena della parola integrazione. Con orgoglio posso affermare che Tusa, ha nel dna dei suoi abitanti lo spirito dell’accoglienza e della ricettività e integrazione nei confronti degli altri.  Il coronamento del sogno dei due ragazzi siriani che sono convogliati a nozze, è l’occasione per la dimostrazione chiara netta e concreta che progetti come lo SPRAR possono aiutare non solo a salvare vite ma anche a dare la possibilità a due cuori innamorati di incontrarsi e vivere sotto lo stesso tetto.. Infiniti auguri da parte di tutta la comunità ai novelli sposi“.

La cerimonia è stata tradotta tutta in lingua araba dall’interprete Al Quaraghuli Ahmed Abdulkhaleq Salih, e si è svolta alla presenza del responsabile del progetto Sprar per il Comune, Dott.ssa Rosalia Zito, e dei responsabili della comunità il Geranio. Gli sposi hanno scelto come testimoni il coordinatore ed il legale del progetto Sprar, l’Arch. Salvaggio e  l’Avv. Costanza.

Contenti i responsabili dell’Ati che gestisce il progetto: “Primo matrimonio riguardante ospiti del progetto Siproimi del Comune di Tusa. Una bellissima pagina di amore, speranza ed integrazione che dimostra come gli ospiti del progetto abbiano trovato la tranquillità  giusta per poter pianificare un giorno così importante come il matrimonio, anche in un periodo così particolare. Per questo memorabile giorno è un dovere ringraziare il personale del Comune di Tusa e la comunità tusana per l’accoglienza dimostrata in questi anni. Questo è un esempio di evidente integrazione sociale e crescita di nuove e positive realtà!”.